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Mercoledì, 13. Dicembre 2006

Droghe in Europa - Relazione annuale 2006

di teenchallenge, 12:04
  

"A tu per tu con Gianfranco"

Gianfranco Giuni, direttore de L'Arca Teen Challenge, ogni mercoledì alle ore 12.05 nella trasmissione Liberi da, analizza in chiave sociologica le notizie di attualità e i fatti che avvengono attorno a noi per trarne consigli utili nella vita di tutti i giorni.
Nel sito di CRC (
crc.fm - circuito radio cristiane)  potrete trovare le informazioni per ascoltare via radio, via satellite oppure direttamente sul vostro PC la trasmissione. Vi ricordo che Franco Sellan è colui che conduce la trasmissione e l’intervista.  Aspettiamo i vostri commenti, buona lettura. 
 a cura di F.S.

Franco: Questa settimana vogliamo, più che commentare un fatto, analizzare dei dati che sono usciti in questi giorni, riguardo alla Relazione Annuale del 2006 sulla situazione dei problemi legati all’uso di droghe in Europa, analisi uscita dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Vogliamo analizzare alcuni punti principali di questa relazione e sentire il commento di Gianfranco su questi vari punti. Il primo punto che vogliamo vedere è un punto che abbiamo riscontrato su diverse testate giornalistiche, il punto che è stato ripreso principalmente, che forse ha destato più diciamo, riscontro di questa analisi; vogliamo parlare de “La droga sempre meno costosa in Europa” nel complesso i prezzi in Europa sono scesi, riguardo alle diverse droghe, ad esempio per la cannabis, per la resina della cannabis del 19%, per le foglie della cannabis del 12, per la cocaina del 22, per l’anfetamina del 20, ma soprattutto i due dati principali sono per l’ecstasy del 47% e dell’eroina addirittura del 45%; dati questi che appunto, come ho detto prima, hanno avuto riscontro su varie testate giornalistiche con diversi commenti e vogliamo sentire prima di tutto un tuo commento Gianfranco, su questo calo del prezzo delle droghe in Europa, cosa può comportare, quali altre problematiche potrebbe avere riguardo alla tossicodipendenza.

Gianfranco: la prima cosa che mi viene in mente sono due considerazioni; una riguardo all’accessibilità di queste sostanze da parte delle persone, meno una sostanza è costosa e più è facilmente accessibile, non bisogna impegnarsi in maniera esagerata dal punto di vista economico per procurarsi dei soldi per aver la dose; questo ovviamente porta molte sostanze, molto più alla portata di mano anche di ragazzi giovani che hanno disponibilità economiche molto basse; è buffo come, mentre nel mondo economico tutti i prezzi tendono ad aumentare, o perlomeno la maggior parte dei prezzi tendono ad aumentare, i prezzi di queste sostanze tendono a scendere, questo la dice anche molto su quello che è il margine di guadagno da parte della criminalità che le commercializza. L’altro aspetto è un aspetto che è paradossalmente positivo, nel senso che un minor prezzo di queste sostanze, comporta un minor ricorso ad azioni criminali, per procurarsi soldi, perché se prima c’era bisogno di una quantità di soldi molto alta per procurarsi le dosi e quindi l’unico modo era coinvolgersi in attività criminali, essendoci bisogno adesso di quantità minori di denaro si può fare meno ricorso a questo, ma non è una bella cosa in ogni caso, però una ricaduta positiva potrebbe essere una diminuzione della microcriminalità, una ricaduta negativa può essere un aumento del consumo di queste sostanze, quindi è interessante nel vedere tutti e due i punti di vista; poi notevole anche le differenze di diminuzione dei prezzi, le sostanze che sono diminuite di più, sono una quella che è meno diffusa attualmente, non meno diffusa, ma il trend di crescita è meno sviluppato, l’eroina e l’eroina è una droga che non si sta diffondendo più così velocemente come un po’ di anni fa, l’ecstasy, che probabilmente avendo una grande diffusione incomincia a calare i prezzi, ma droghe, quelle considerate meno pericolose come l’hashish, marijuana e derivati, hanno subito percentualmente una diminuzione minore, quindi anche qui vigono le leggi del mercato della domanda dell’offerta, a una minore domanda, corrisponde un prezzo inferiore, a una domanda maggiore corrisponde un prezzo più alto, o in questo caso  una diminuzione minore del prezzo. Franco: tornando sull’argomento dell’abbassamento dei prezzi, già la relazione annuale fa un primo commento soprattutto sull’eroina che dice: comunque c’è stato un aumento di sequestri e di produzione e anche se l’eroina non è più una droga alla moda, ma non è sbagliato prevedere l’emergenza di una nuova generazione di giovani vulnerabili al consumo di questa sostanza, probabilmente anche per questo discorso di calo di prezzi, potrebbe esserci poi un aumento nel futuro dell’uso di questa sostanza.

Gianfranco: si potrebbe succedere perché calando i prezzi una sostanza viene ad essere più accessibile; c’è da dire una cosa che rispetto alle altre sostanze citate, l’eroina è sostanzialmente diversa, nel senso che è un narcotico, una sostanza che porta al rallentamento del metabolismo, mentre tutte le altre sostanze sono degli stimolanti, nella media attuale, per lo meno in Italia, la tendenza è quella di usare molto di più sostanze stimolanti perché portano un maggiore divertimento o a una maggiore dinamicità, piuttosto che le droghe di fuga dalle situazioni, dal dolore e dalla sofferenza come l’eroina; quindi bisognerà vedere nei prossimi anni come si svilupperanno le cose, senz’altro l’eroina fa un po’ di più paura perché richiama l’uso della siringa che è stato per molti anni il cavallo di battaglia della prevenzione delle tossicodipendenze; le altre droghe, per il loro diverso utilizzo, per le modalità diverse con la quale si assumono, fanno meno paura, fa meno paura sniffare cocaina, che non iniettarsi con la siringa una dose di eroina, quindi c’è questa diversità; c’è da dire anche però che l’eroina ultimamente viene usata anche, sempre di più fumata che non iniettata, perché fumare eroina, anche se ha un effetto molto più debole che non iniettandosela, fa meno paura e sembra che si possa smettere più facilmente e dia meno dipendenza.

Franco: tu parlavi di sostanze stimolanti, hai parlato della cocaina; anche qui c’è un punto riguardante la cocaina che: continua la tendenza all’aumento anche se non mancano segni di stabilizzazione, circa 10 milioni di europei, oltre il 3% degli adulti dai 15 ai 64 anni, hanno fatto uso di cocaina almeno una volta, anche se c’è da dire, dice questa relazione, che in Europa il consumo è comunque più basso rispetto agli Stati Uniti si arriva al 14%, e questo fa prevedere un aumento anche, dell’uso di cocaina nei prossimi anni.

Gianfranco: la cocaina da quel senso di dinamicità, di euforia, di poter fare tutto, di diminuzione del senso della fatica, per questo in una società sempre più di corsa, sempre più competitiva, nella quale la performance è sempre più importante, la droga da quello o sembra dare quello che serve per andare avanti; il vecchio film cocaina, la dice lunga su questo, quindi senz’altro c’è ancora spazio per una crescita della cocaina, se per di più scendono i prezzi, la cosa ovviamente si complica; per di più c’è da dire che la cocaina, proprio per l’effetto euforizzante che da, porta la persona a non rendersi conto della sua forte dipendenza, anche perché non da una grande dipendenza fisica, e anche questo è stato uno degli effetti sull’eroina; dando una forte dipendenza fisica e quindi una sindrome di astinenza molto dolorosa dal punto di vista fisico, la droga per eccellenza era considerata l’eroina, e molto spesso associata la dipendenza fisica con il concetto di droga; questa sostanza non è una droga, non da dipendenza perchè se smetto non sto male; la cocaina da un forte disagio psicologico più che fisico e questo complica ancora di più ad esempio il recupero di una persona che usa e abusa di cocaina. Franco: parliamo anche dei problemi, questa analisi parla dei problemi legati alle malattie che insorgono a chi fa uso di droghe, il primo tra tutti dice, non si placa il problema della trasmissione delle malattie infettive legate al consumo di droga. Sono aumentati i decessi in questi ultimi anni, si parla di cifre da 7.000 a 8.000 decessi l’anno dovuti alla droga; anche se dice questa analisi, le stime si riferiscono direttamente al consumo, soprattutto di oppiacei, ma non tengono conto dei decessi dovuti da incidenti e episodi di violenza o malattie croniche poi legate alla droga. Un problema anche questo delle malattie e dei decessi, addirittura dice, che tipica vittima dell’overdose in Europa in questi ultimi anni, è il maschio di 35 anni, un’età che si è alzata in questi ultimi anni riguardo al problema dell’overdose. Gianfranco: si la carriera, così chiamata del tossicodipendente di è allungata molto nel tempo, ci sono molti più tentativi di uscire dalla droga e di smettere anche da soli, e questo porta la vita media del tossicodipendente molto più in la, vita media non nel senso che muoia, ma la vita media come tossicodipendente, poi magari smette in vario modo, però questo sposta anche in la, l’eta media di eventuali decessi per overdose, ed è interessante quello che hai appena detto, perché di fatto quando si parla di morti per droga, si tiene sempre e solo conto della morte dovuta direttamente all’uso di droga, cioè la classica overdose; le morti indotte, solitamente vengono attribuite ad altri fattori; la persona che ha un incidente stradale e muore o uccide qualcun altro mentre era sotto effetto di qualche sostanza stupefacente, non viene considerata come morte per droga, ma morte per incidente stradale. E così la persona che contrae una malattia dall'uso di queste sostanze il suo decesso viene considerato come decesso per malattia e non per un uso o un abuso di droghe, quindi c'è questa disparità è come nel caso dell'alcolismo che tiene conto magari del numero di morti per incidenti stradali, senza tener conto che a volte chi muore non è la persona alcolizzata, ma è una persona che non c'entrava niente con l'uso di alcol, quindi bisogna stare attenti quando si danno questi dati perché ovviamente sono parziali e possono essere letti in vario modo, anche soltanto malattie trasmissibili per via ematica, tipico modo di trasmissione ad esempio dell'Aids tra consumatori di eroina, una persona che moriva di Aids tante volte veniva detto che moriva appunto per quello, non perché aveva contratto l’Aids con abuso di droga, le due cose viaggiavano anche se parallele su binari completamente diversi. Franco: parlando sempre di problematiche, un punto particolare è stato dedicato invece, all’uso di droghe tra le donne; tra il 2000 e il 2003, i decessi per overdose tra gli uomini sono diminuiti del 30%, invece tra le donne solo del 15%;la prevalenza dell’HIV, in media pari al 13,6% tra i maschi, invece dirittura il 21,5% tra il sesso femminile; e un dato molto preoccupante invece viene dall’uso di droghe tra gli studenti, 15-16 anni, rivelano tendenze preoccupanti, in alcuni paesi addirittura il numeri di ragazze che riferiscono un consumo una tantum di stupefacenti e alcool, sta addirittura eguagliando il numero dei ragazzi; questo riguardo al sesso femminile è anche un dato preoccupante che sarebbe da analizzare, Gianfranco… Gianfranco: si, è una tendenza ormai consolidata da molti anni, diciamo negli anni ’80, la percentuale di fruitori di droghe tra maschi e femmine erano pari a circa il 15%, nel senso che su 6 ragazzi, c’era una ragazza, il rapporto era circa 1 a 6; negli anni ’90, il rapporto era sceso a 1 a 4 circa; quindi, questa parificazione, paradossalmente in un epoca in cui si vuole la parità dei sessi, la parità delle opportunità, dei diritti fra maschio e femmina ecc., purtroppo stiamo arrivando anche in questo settore a un rapporto simile; è chiaro che, per quanto riguarda ad esempio malattie trasmissibile come l’AIDS, le donne sono più soggette a contrarre l’AIDS dai rapporti sessuali per le modalità di trasmissione, d’infezione e così via; è più facile in un rapporto tra una persona infetta e una non infetta, si infetti la donna da un uomo, che non un uomo da una donna e questo porta ad un aumento proprio del numero di malattie, di persone femmine che contraggono malattie correlate all’uso di droghe ma non solo rispetto al passato. Franco: un'altra indagine, un'altra analisi che è stata fatta sull’uso di droghe, tra l’ambiente del divertimento notturno, dove dicono, c’è una probabilità 10 volte superiore rispetto ai giovani in generale, di avere fatto uso di sostanze stimolanti; in alcuni casi circa 2/3 di questi soggetti, hanno ammesso di aver provato sostanze stimolanti almeno una volta; il 60% almeno una volta ha usato cocaina e più della metà ha usato almeno una volta ecstasy; un settore questo, del divertimento notturno, spesso criminalizzato, ma in cui ancora c’è un forte uso, un’iniziazione alle droghe addirittura. Gianfranco: si, diciamo che a volte si tende a criminalizzarlo molto ma, anche se non lo vogliamo criminalizzare, dobbiamo riconoscere che il divertimento che sia notturno o diurno, senz’altro il fatto che sia notturno mette insieme l’aspetto della trasgressione e quant’altro, ma il divertimento piace perché fa divertire; può sembrare banale ma è così; questo porta ad usare, ad voler usare delle sostanze che danno uno stato di eccitamento, che aumenta, stimola, moltiplica il senso del piacere, o che diminuisce il senso della fatica, per prolungare questo piacere, oltre quelli che sarebbero i limiti fisici della persona. E’ tipico, parlando con adolescenti che usano alcool, sentirsi dire che se non devono, non si divertono, perché e un po’ di alcool, porta all’euforia, porta alla  diminuzione delle difese e quant’altro, quindi inizialmente l’alcool viene considerato come uno stimolante; quindi in situazioni come la discoteca, il ballo o cose di questo genere, nel quale è presente anche una certa fatica fisica, l’uso di stimolanti come l’ecstasy o la cocaina, danno quel senso di diminuzione dell’affaticamento dell’organismo, non si sente la fatica, da quel senso di euforia, di eccitazione e di dinamicità, che permette di trovare un senso di divertimento maggiore; quindi non c’è niente di nuovo neanche in questo, perché da sempre sostanze psicoattive sono state usate in situazioni di divertimento; è nuovo, negli ultimi anni, il fatto di usare sostanze chimiche che possono avere proprio delle conseguenze, delle ricadute, molto peggiori, che danno delle forti dipendenze specialmente la cocaina tra gli assuntori, perché al cocaina, dobbiamo ricordarlo, ha un processo di assuefazione e di dipendenza molto veloce. Franco: tu parlavi di uso di alcool anche nelle sale da ballo, nelle discoteche, un punto anche dell’analisi è questo, in cui si nota che i principali rischi per la salute degli avventori, nei locali notturni, sono legati al consumo eccessivo di alcool, ma sopratutto talvolta associato al consumo di sostanze illecite, cioè il legame tra alcool e droga; e un’analisi importante è stata fatta anche sui produttori di bevande alcoliche, che stanno puntando al redditizio mercato del divertimento notturno, elaborando addirittura nuove bevande destinate ai più giovani. Gianfranco: si,l’alcool è una sostanza molto particolare; fa poca paura, perché è una sostanza molto comune, con la quale abbiamo convissuto da sempre, nella civiltà specialmente occidentale, italiana in modo particolare, ma l’associazione tra l’alcool e qualsiasi altra sostanza psicoattiva, porta degli effetti che non sempre sono prevedibili e che comunque sono sempre di esaltazione degli effetti delle sostanze; ricordiamo che normalmente, viene consigliato di non assumere farmaci con alcolici, perché il farmaco ha sempre un’azione che viene modificata, esaltata, alterata dall’alcool che è una sostanza psicoattiva, quindi associare vari tipi di droghe con l’alcool, questo potenzia o modifica il loro effetto; quindi questo lo ritroviamo. Senz’altro l’alcool gioca anche un ruolo importante nell’economia, quindi il fatto di cercar di sviluppare il consumo di alcool nei vari settori, è comprensibile non giustificabile da parte delle varie aziende che lo producono e lo commercializzano; non dimentichiamo che una parte importante dell’economia anche italiana, è basata sulla produzione e sull’uso e sul commercio di alcolici. Franco: un’ultima domanda riguardo ad un ultimo punto che è stato tratto da questa analisi; è un’analisi che guarda verso il futuro e dice: la sfida del monitoraggio; la poliassunzione rappresenta una delle sfide principali per il sistema di monitoraggio delle droghe, che in passato si limitava a focalizzarsi sul consumo di una o dell’altra sostanza; una delle maggiori priorità in futuro, dovrà essere l’introduzione di nuove metodologie per comprendere questo tipo di nuovo consumo di droga, cioè la poliassunzione di diverse droghe; quale potrebbe essere il futuro del personaggio, chiamiamolo, tossicodipendente che fa un uso diverso di droghe. Gianfranco: ma è difficile da prevedere, senz’altro, mentre prima c’era l’eroinomane, quindi la persona che aveva provato tante droghe, ma un per volta ed era poi arrivata all’eroina, adesso questa figura è completamente scomparsa, perché c’è un’assunzione di vari tipi di sostanze, a volte in antagonismo l’una con le altre; per stimolare la propria eccitazione, poi quando si è troppo stimolati si prende un calmante per ritornare giù, poi si beve un po’ d’alcool, poi il caffè per stimolarsi, poi ci si fa una canna e questo porta a una maggior disinibizione per cui magari si può più facilmente assumere dell’ecstasy…; c’è un miscuglio di sostanze, che ovviamente complicano anche un’azione eventuale di recupero, perché gli effetti ricercati, sono molto diversi l’uno dall’altro; di fatto si cerca di modificare artificialmente le proprie reazioni con l’uso di sostanze: quindi la pillola per dormire, la pillola per svegliarsi, la pillola per mangiare, la pillola per digiunare. Questa è una tendenza attuale di medicalizzare tutto, cioè trovare la sostanza, la pillola, in senso generale, che ci può servire per affrontare quello specifico momento; ovviamente questo vuol dire, non poter fare una prevenzione dell’uso di una sostanza, ma vuol dire dover agire per una prevenzione dei comportamenti che  possono portare all’uso delle sostanze, una prevenzione delle motivazioni e un’eliminazione di quelli che sono i bisogni dei ragazzi che cercano in queste assunzioni una soddisfazione di qualche tipo. Franco: Gianfranco, anche per oggi siamo giunti al termine, ancora grazie per il tuo esauriente intervento di analisi su questa relazione annuale dell’uso delle droghe.

a cura di F.S.