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Teen Challenge BLOG

Il BLOG de L’Arca Teen Challenge



Sei nella categoria: A tu per tu con Gianfranco

Mercoledì, 20. Dicembre 2006

Resoconto anno 2006 de L’Arca Teen Challenge

di teenchallenge, 12:04
 

"A tu per tu con Gianfranco"

Gianfranco Giuni, direttore de L'Arca Teen Challenge, ogni mercoledì alle ore 12.05 nella trasmissione Liberi da, analizza in chiave sociologica le notizie di attualità e i fatti che avvengono attorno a noi per trarne consigli utili nella vita di tutti i giorni.
Nel sito di CRC (
crc.fm - circuito radio cristiane)  potrete trovare le informazioni per ascoltare via radio, via satellite oppure direttamente sul vostro PC la trasmissione. Vi ricordo che Franco Sellan è colui che conduce la trasmissione e l’intervista.  Aspettiamo i vostri commenti, buona lettura. 
 

Franco Questa settimana, visto che siamo alla fine di quest’anno 2006, vogliamo faro un po’ il resoconto delle varie attività in cui è impegnata L’Arca Teen Challenge e in modo particolare ovviamente Gianfranco Giuni che vi ricordo è il direttore di questa associazione. Gianfranco una prima analisi delle diverse cose fatte in quest’anno, dei diversi obiettivi magari raggiunti nel 2006 da parte di questa associazione.

Gianfranco: senz’altro la prima cosa che mi viene in mente, che rappresenta dal punto di vista delle attività svolte, una delle più importanti è stato il trasferimento, può sembrare sciocco, ma il trasferimento ha portato via molto tempo e ha influenzato molto alcune attività che erano o potevano essere in programma, quindi per diversi mesi l’ufficio non è stato completamente operativo, quindi alcune attività sono state penalizzate; quindi senz’altro se vogliamo il punto principale di quest’anno, è che le attività si sono spostate dalla sede di Sermide, dove siamo stati per 18 anni, a quella nuova dove siamo adesso ad Asti, dove stiamo cercando di sviluppare quanto abbiamo impostato negli anni scorsi, quindi questo senz’altro il punto più forte, poi ci sono tute le altre cose. Franco Tra le varie attività di quest’anno, oltre a questa impegnativa diciamo, del trasloco, ci sono diverse attività in cui tu personalmente sei impegnato, in modo particolare per esempio la prevenzione con i giovani, per quanto riguarda la tossicodipendenza nelle scuole e i vari corsi di consulenza; vogliamo un po’ analizzare questi due punti principalmente, parliamo prima della prevenzione. Gianfranco: si, la prevenzione è una delle attività e anche quest’anno è stata postata avanti in alcune scuole; ricordo che questo tipo di attività non è semplice da portare avanti nelle scuole per vari motivi; uno è per la credibilità che l’iniziativa deve avere all’interno della scuola e molto spesso i Presidi, i responsabili, i Dirigenti scolastici sono subissati da richieste, da proposte di interventi, di progetti e quant’altro, anche per loro una scelta non è semplice, per cui spesso passano iniziative, quando sono incoraggiate, sostenute, spinte da persone interne al sistema stesso, quindi nel nostro caso riusciamo a lavorare meglio o a entrare per la prima volta in scuole quando ci sono, c’è la collaborazione di insegnanti o di genitori che richiedono espressamente questo tipo di intervento, facendo un po’ da garanti, se vogliamo dire così, per la prima volta che viene fatto, di quello che poi verrà portato avanti; quindi questo è un aspetto. Ovviamente, in scuole dove ci conoscono già, è più semplice, abbiamo lavorato in questo durante l’anno, in scuole medie e scuole superiori, facendo due tipi di programmi, tre tipi di programmi a dir la verità; abbiamo lavorato in seconde medie, quindi con ragazzini di seconda media e con loro abbiamo parlato delle tossicodipendenze, in modo particolare usando il programma chiamato “Liberi di scegliere”, che si pone come una discussione, un analisi di quali sono le droghe, quali sono i loro effetti ma in senso molto generico, non gli effetti delle singole droghe, per andare a vedere che cosa provocano, ma perché si ricerca l’esperienza con la droga, come si rimane dipendenti e questo abbiam fatto nelle seconde medie, nelle terse medie, invece gli insegnanti ci avevano chiesto un intervento sull’alcolismo; quindi abbiamo fatto varie classi, nelle quali abbiamo parlato di alcolismo, problemi dovuti all’uso, all’abuso e alla dipendenza da alcool, mettendo in evidenza come tanti problemi che possiamo causarci usando questa sostanza, si creano ancora prima o si possono creare ancora prima che a noi sembri che l’uso di alcool ci stia dando dei problemi, anche se può sembrare un gioco di parole; paradossalmente è più pericoloso guidare quando non ci gira ancora la testa che non quando ci gira, perché quando ci gira avendo un sintomo, tante volte stiamo attenti ma appena prima che ci giri, siccome non abbiamo nessun sintomo, ci sembra che l’alcool non abbia nessun effetto e quindi paradossalmente è più pericoloso. Nelle scuole superiori, invece, abbiamo parlato con le prime di un percorso chiamato “Una scelta di vita”, nel quale si prende in considerazione vari aspetti dell’adolescenza, come fattori di rischio per iniziare con comportamenti devianti quali le droghe e nelle terze superiori, un percorso anche lì sull’alcolismo, molto più approfondito,con quattro ore per ogni classe per parlare dei problemi derivanti dall’uso, abuso di alcool ecc., e poter discutere anche con i ragazzi ormai più grandi, ormai che escono da soli, hanno la moto e via dicendo, quindi i quali si avvicinano all’età della patente, qualcuno ci è già, parlo con loro di strategie per poter evitare i pericoli dovuti dalla guida avendo bevuto un po’ troppo. Franco In questi incontri di prevenzione c’è stato qualche riscontro, qualche risultato, qualcosa, diciamo un feedback da questo incontri che ci puoi citare. Gianfranco: ma, è difficile avere dei feedback a lungo termine, dai questionari che distribuisco come feedback immediato alla fine degli incontri, che servono anche per la scuola, perché vogliono un riscontro di come i ragazzi han ricevuto le lezioni e gli interventi, sembra che i ragazzi capiscano, più che capiscano, sappiano, abbiano appreso delle informazioni che spesso sono interessanti perché sono riflessioni che loro fanno autonomamente, del tipo:”non pensavo che queste sostanze fossero più, fossero così pericolose”, questo vuol dire un cambiamento di modo di considerare certe sostanze o certi comportamenti; altre volte sono dovute al cambiamento del modo di considerare i singoli comportamenti, quindi, nella loro scala di pericolosità magari cambiano, l’alcool che loro ritenevano non importante, loro lo mettono come dannoso, anche se magari non estremamente dannoso. E’ stato interessante proprio qualche giorno fa, che in una scuola dove avevo già operato all’inizio dell’anno, un ragazzo mi ha visto mentre stavo bevendo un caffè nel bar della scuola, mi ha riconosciuto e mi ha detto, mi ha chiesto: “Ma lei è l’insegnate dell’anno scorso sull’alcolismo?”; perché gli interessava una serie di formule che avevamo visto l’anno prima, per il calcolo del tasso alcolemico nel sangue e quindi li al bar mi sono messo a fargli una ripetizione di quello che avevamo fatto e questo è stato interessante, perché voleva dire che non soltanto questo ragazzo si ricordava, ma aveva seguito, ma ha incominciato a pensare a come utilizzare delle informazioni che gli eran state date. Franco Un altro campo in cui L’Arca Teen Challenge è molto impegnata in questi ultimi anni è la consulenza, diversi corsi, diversi livelli di consulenza e anche diversi servizi che sono stati attivati in questi ultimi mesi, in questo ultimo anno, per quanto riguarda la consulenza. Parliamo un po’ di questo argomento, Gianfranco. Gianfranco: quest’anno abbiamo portato avanti dei corsi di consulenza chiamati di primo livello, basilari; son dei corsi che servono per imparare che cosa vuol dire fare consulenza, non sono ancora dei corsi che insegnano a fare consulenza, ma perlomeno a dire che cosa vuol dire, cercare di parlarne un po’ di più per verificare se la persona ha questo dono, di cura pastorale nella persona, quindi questo corsi son stati fatti in varie parti, è stato fatto un corso a Torino, è stato fatto un corso a Sassuolo, è stato finito un corso che avevamo in programma di secondo livello, quindi molto più avanzato, a Milano, è stato fatto un altro corso a Genova; quindi, con persone che erano interessate a questo, purtroppo come dicevo, per diversi mesi, per alcuni mesi, per tre, quattro mesi, siamo rimasti abbastanza fermi, per la questione del trasloco. Sto vedendo questo interesse per questo aspetto della cura delle persone a vari livelli, molte persone si interessano di psicologia, quindi vogliono capire un po’ meglio, come coniugare la psicologia con la loro fede, se è possibile, fino a che punto, ecc. e su questo voglio soltanto fare una segnalazione di un articolo sulla rivista di teologia dell’Istituto Biblico Evangelico Italiano di Roma, chiamato Lux Biblica, nel quale vengono prese in considerazione alcune scuole di psicologia, dando un flash su quello che la Bibbia può dire su quello, su quel approccio, in modo da aiutare a togliere un po’ di confusione nella grande facilità che abbiamo nel passare da un estremo all’altro; o accettare tutto come buono o buttare via tutto come cattivo, cercare di avere qualche strumento in più per valutare le cose, quindi siam stati coinvolti in questi aspetti del counselling come formazione, poi qui ad Asti, col trasferimento abbiamo aperto, abbiamo incominciato questo punto di consulenza cristiana, punto di counselling aperto alle persone che hanno bisogno, che possono contattarci e prendiamo un appuntamento per vederle; in questo vedremo la collaborazione di altre persone che son state formate proprio per questo servizio e insieme a questo stiamo attivando una serie di altre iniziative: una è quella della consulenza, del punto di counselling via email, per chi ha bisogno, non può rivolgersi a u counsellor, a un consulente di persona per vari motivi, anche soltanto la distanza e quindi può farlo solamente con un servizio via email e per questo abbiamo attivato una casella postale elettronica che si chiama hounproblema@libero.it in modo da avere questo riferimento, quindi chi dovesse aver bisogno può contattarci su quel indirizzo; oltre a questo stiamo vedendo di attivare di ampliare questo servizio con un servizio telefonico e collegato con i nuovi sistemi sempre computerizzati tipo linee chat, skype, tanto per usare un altro termine di comunicazione telefonica via computer, uno dei più diffusi standard, in modo da ampliare, metterci sempre di più a disposizione di persone che hanno bisogno, tenendo presente che la consulenza di persona è la migliore, ma  a volte bisogna anche fare quello che si può oltre a quello che si dovrebbe. Franco Per quanto riguarda la consulenza vediamo anche che c’è un progetto, riguarda un centro di consulenza; cosa vuol dire, cosa significa, cos’è un centro di consulenza. Gianfranco: un centro di consulenza è un punto nel quale si possono trovare dei consulenti che lavorano più o meno in equipe, quindi con una supervisione reciproca, con un lavoro fatto proprio in squadra, per prendersi cura delle persone e quindi dove ci sono un ufficio, dove ci sono delle stanze dove ci si può incontrare per parlare tranquillamente, poter ricevere un aiuto regolare durante la settimana, avere la propria persona, il proprio counsellor che segue la persona che ha bisogno di settimana in settimana e quindi è qualcosa fatto su base regolare, non estemporanea in un ambiente esplicitamente dedicato a quel servizio, quindi non arrangiato come tante volte bisogna fare in un locale, non so, della chiesa, piuttosto che nel salotto di casa propria, con tutti i problemi che questo può comportare, ma in un ambiente dedicato esplicitamente a quello, quindi il progetto sta andando in quella direzione e ci sembra che le cose proseguano bene in quello; la scelta di venire ad Asti era anche motivata da quello per avere un posto in città, quindi facilmente raggiungibile da chi non è residente, in treno o in auto o via dicendo e abbiam trovato un locale nel quale abbiamo iniziato con questo proprio al centro di Asti, in una delle strade, dei corsi principali, no, nel corso principale forse, perché Asti era conosciuto dagli studenti almeno ai miei tempi per uno scrittore, Vittorio Alfieri, che nativo si Asti che diceva: “Volli sempre volli, fortissimamente volli”, si faceva legare alla sedia per scrivere le sue commedie e noi siamo proprio in Corso Alfieri, quindi nella via più rinomata, più importante, più conosciuta di Asti. Franco Oltre a queste due attività principali, in cui sei impegnato tu in modo particolare, sei stato anche impegnati in diversi altri incontri su altri argomenti, ci puoi citare alcuni più importanti? Gianfranco: si be, ho fatto, ho insegnato all’Istituto Biblico Evangelico Italiano di Roma, l’I.B.E.I., un corso di sociologia e un altro sempre di counselling; ho partecipato a una conferenza sulla comunicazione, per cercare di far riflettere l’importanza di comunicare nel modo migliore, visto che noi diciamo, noi cristiani diciamo di avere il messaggio più importante del mondo da comunicare; poi alla conferenza europea del Teen Challenge che si è tenuta in Serbia, nella quale si sono visti come stanno crescendo i paesi nel quale il Teen Challenge si sta sviluppando, per vedere di collaborare, di aiutare, di formare loro e noi dell’occidente, discutere i problemi che nelle varie nazioni si stanno creando per le nuove legislazioni, il cambiamento della legislazione sulle droghe, il cambiamento delle richieste anche burocratiche che vengono fatte e via dicendo: Poi adesso dovrei riguardare tutta l’agenda, perché son state diverse; trasmissioni radio su vari argomenti, a parte questi interventi su questa radio, ma anche su altre radio parlando dell’adolescenza, della famiglia, delle dipendenze, quindi qualche conferenza sulla famiglia; proprio l’altro giorno sono andato a un incontro nel quale si discuteva, una tavola rotonda, si discuteva come rispondere alle domande difficili dei figli, quindi questo era il tema che mi era stato assegnato, per vedere come genitori, come porci di fronte ai figli che crescono, che da bambini incominciano a fare domande magari un po’ complicate; c’è stata la collaborazione con il Teen Challenge in Svizzera, col centro di recupero che c’è a Locarno con uno scambio mensile di visita per loro un sostegno, un supporto in alcune delle attività e via dicendo. Franco  Abbiamo visto che nella maggior parte delle attività sei tu coinvolto, impegnato in prima battuta, però essendo una associazione ovviamente ci sono anche dei soci; ti lancio questa ultima domanda; quali sono le attività un cui sono impegnati gli altri soci e visto che si stanno ascoltando i nostri ascoltatori, magari sono interessati e vorrebbero impegnarsi in questo campo e magari diventare soci di questa associazione, cosa significa, come fare e cosa implica essere soci. Gianfranco: si ci sono altre persone che sono coinvolte in altre attività, come ad esempio la cura del nostro sito web, che è fatto in maniera proprio costante, un aggiornamento giornaliero con una persona che si impegna molto in questo e c’è anche un blog che può essere utilizzato per dare le proprie idee, per dare le proprie riflessioni e quello che si pensa dei vari argomenti; poi c’è chi si occupa del nostro giornale d’informazione che s’intitola “Liberi di…”, quindi della redazione, dell’impaginazione e poi della stampa e via dicendo; c’è chi si occupa di tutta la parte amministrativa contabile dell’associazione, quindi conti, la contabilità, tutte le parti burocratiche che ogni associazione deve portare avanti, anche soltanto gli indirizzi per il giornale che viene spedito, il nostro piccolo giornale; c’è chi si occupa dell’organizzazione dei corsi di counselling, quindi che tiene i contatti con le persone che fisicamente nelle varie località stanno organizzando il corso, per raccogliere le prenotazioni, le informazioni su come dovrebbe sistemato tutto; quindi ci son persone che pregano per noi, quindi questo è un altro impegno che viene portato avanti, ci sono persone che ci sostengono finanziariamente; quindi ci sono vari aspetti che possono coinvolgere i nostri soci e che di fatto possono essere degli spunti per chi vuole collaborare in qualche modo, essere un po’ dei portavoce, dei ripetitori di quello che l’associazione svolge, per poter imparare, per poter parlare e organizzare iniziative come magari conferenze, corsi, seminari o attività di prevenzione, nelle zone dove loro sono, quindi questo senz’altro alcune delle attività che persone, nuovi soci eventuali possono portare avanti. Franco  Gianfranco, per quest’oggi siamo giunti al termine, anche questo è l’ultimo appuntamento per l’anno 2006, perciò a risentirci il prossimo anno sempre da queste frequenze. Gianfranco: d’accordo, a risentirci e che il Signore vi benedica tutti.

a cura di F.S.