Di.Co. Legge su Eutanasia Bullismo
di teenchallenge, 12:05
"A tu per tu con Gianfranco"
Nel sito di CRC (crc.fm - circuito radio cristiane) potrete trovare le informazioni per ascoltare via radio, via satellite oppure direttamente sul vostro PC la trasmissione. Vi ricordo che
Franco: continuiamo anche questa settimana con l’impostazione del programma che abbiamo avuto la settimana scorsa, toccando diversi argomenti, ma è quasi un’imposizione, dobbiamo iniziare questa settimana con un argomento che sta praticamente toccando tutta la classe politica, sta facendo pensare parecchie persone su questa proposta di legge; parleremo dei DI.CO., dobbiamo denominarli quasi, ex P.A.C.S., perché ancora tanti non sanno, non conoscono cosa significa questa sigla. Dicevo, tanti commenti, tante le reazioni, alcune positive ma anche molte negative, da una parte c’è la minoranza del Parlamento, quasi tutta compatta nella sua contrarietà a questa legge in difesa della famiglia tradizionale, ma anche una parte estrema della sinistra, nella maggioranza, che è rimasta delusa, in quanto voleva forse una legge più, diciamo, spinta verso quasi un totale riconoscimento delle coppie di fatto; ricordiamo che questa comunque è una proposta di legge, perciò ora dovrà passare al vaglio delle camere, con probabilmente eventuali cambiamenti e anche con il rischio stesso, alcuni dicono che, probabilmente questa legge non passi. Gianfranco, prima di analizzare alcuni punti dei vari articoli, un primo commento, su tutti i commenti che ci sono stati attorno a questa proposta di legge. Gianfranco: ma, come tante proposte di mediazione, va a finire che scontenta tutti, quello è ovvio, nel senso che, tra posizioni che sono completamente contrarie a qualsiasi forma di riconoscimento di diritti per le convivenze, a posizioni nelle quali si vuole un’equiparazione delle convivenze ai matrimoni, è chiaro che c’è molta strada, trovare una via di mezzo, per alcuni potrebbe sembrare che si sta cercando di accontentare tutti, di fatto poi una delle reazione che si scontenta nello stesso modo tutti, cioè si scontentato i più radicali, chi non voleva niente e chi voleva tutto. Quindi senz’altro un’espressione di questa tensione che c’è nel mondo politico, che spero, non lo so, ho i miei dubbi, che sia reale poi nel popolo italiano, nella popolazione reale, perché a volte c’è uno scollamento e l’abbiamo visto in varie occasioni, tra quelle che sono le posizioni dei gruppi politici e quelle che sono le convinzioni, le posizioni della popolazione elettorale. Franco: vogliamo analizzare alcuni punti, di questi 12 articoli che sono stati proposti, 14 articoli scusate, proposti in questa nuova legge che dovrebbe essere varata. Già dal primo articolo c’è un punto, su cui hanno dovuto lavorarci sopra, per, qualcuno dice, per evitare che queste unioni diventino un atto simile ad un matrimonio, che abbia addirittura una specie di rito; praticamente, in questo primo articolo, si dice che, l’iscrizione a queste unioni di fatto, non deve essere resa assieme, contestualmente, deve essere fatta separatamente; è un modo per evitare, come dicevo, un’azione simile ad un matrimonio, ma realmente, comunque c’è un’unione di fatto, Gianfranco. Gianfranco: si, è uno di quei, come vengono chiamati, bizantinismi, cioè cercare di dire una cosa non dicendola, per cui il fatto di, fare dichiarazioni, che non siano congiunte, ma che siano fatte da entrambi separatamente ma quasi in concomitanza ecc., è un modo per volere una dichiarazione, senza dargli lo status di qualcosa di così ufficiale, di un atto di matrimonio, quindi è senz’altro una cosa interessante come hanno trovato un escamotage nelle pieghe della lingua italiana; senz’altro il fatto che siano dichiarazioni rese separatamente, mette di più in evidenza l’aspetto dei diritti individuali e non del diritto come coppia di conviventi, senz’altro questo è un aspetto da tener presente in questa legge. Franco: una cosa di cui non si parla in questa proposta di legge, in cui ci può essere l’adesione anche, ad esempio una coppia di omosessuali, dicevo, non si parla, non si da un regolamento, sulla possibilità eventualmente di adozioni,da parte di una coppia ad esempio omosessuale, di figli; questo potrebbe essere un pericolo anche. Gianfranco: ma, il fatto che non venga detto niente sull’adozione, di fatto sta scontentando, è uno dei punti che senz’altro scontenta i fautori, tutte le lobbie omosessuali, ma penso che sia decisamente voluta, per il fatto che non si è voluto con questa legge fare qualcosa nella direzione dell’equiparazione delle convivenze ai matrimoni, ma semplicemente di garantire dei diritti agli individui, che per varie ragioni convivono; quindi è, secondo me, qualcosa di fatto appositamente, non è una dimenticanza, ma semplicemente, un non addentriamoci in questo guazzabuglio, anche perché c’è un aspetto che sfugge in questa legge, probabilmente o questa proposta di legge, come ben dicevi Franco. Nel discorso delle convivenze, ed è, se vogliamo l’aspetto positivo, che io vedo in questa legge, dobbiamo considerare anche che avvengono, a scopo di solidarietà e di mutuo aiuto, tra persone che per varie ragioni decidono di vivere insieme, per darsi una mano dal punto di vista economico, piuttosto che di compagnia e sto pensando magari ad amici che lavorano fuori sede e che decidono, prendono un appartamento assieme per condivider le spese, quindi, senza avere nessuno scopo di unione sessuale, ma semplicemente di, convivenza per condividere questo: oppure di persone anziane, amiche o amici o lontani parenti, che decidono di vivere insieme, per questioni analoghe. Quindi, vengono tutelate i diritti anche di queste persone, che penso sia l’aspetto importante, nel senso che, facciamo l’esempio: due persone che stanno nello stesso appartamento da 6 anni, condividendo le spese e così via, l’affitto, il contratto d’affitto è intestato a uno, che poi viene trasferito, per questioni di lavoro e l’altra persona, fino adesso non avrebbe potuto automaticamente subentrare nell’affitto dell’appartamento, mentre in questo caso può essere fatto, senza che questo voglia dire un unione di tipo sessuale, quindi, è sfuggito un pochettino quell’aspetto mascherato al concetto della convivenza che noi colleghiamo naturalmente o in maniera massiccia al discorso delle convivenze more uxorio, cioè al posto del matrimonio, o alle convivenze di tipo omosessuale. Franco: un altro pericolo, che ci potrebbe essere, sempre ascoltando i vari commenti, il pericolo di proporre oggi ai giovani, con questo tipo di legge, un nuovo tipo di figura giuridica, riconoscendo praticamente la convivenza, che porterebbe praticamente nel tempo poi ad escludere totalmente il matrimonio; la domanda: perché devo sposarmi, quando posso comunque fare una forma giuridica di fatto con questa legge qua, perciò non vado a fare un matrimonio, questo potrebbe essere anche un pericolo. Gianfranco: si, e su questo conviene riflettere un po’ di più, su quello che è il matrimonio, perché è vero, quello che è stato detto nel passato da alcuni gruppi politici o culturali, che il matrimonio di fatto è un’istituzione mediata dalla religione, il matrimonio cristiano, come viene considerato adesso, era la base del rapporto matrimoniale, sancito dallo stato; ricordiamoci, che fino a pochi decenni fa’, di fatto tutti i matrimoni venivano celebrati in chiesa, non esisteva quasi il matrimonio civile, era uno scandalo il matrimoni civile; quindi, dobbiamo ricordarci di questo. Nel momento in cui, lo stato, vuole regolamentare, in maniera autonoma, in maniera completamente laica, delle unioni, anche di carattere sessuale, tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso, è chiaro che questo si scontra con l’istituzione del matrimonio, come l’abbiamo sempre conosciuta, che è di origine religiosa; per tante questioni, convivenze di carattere eterosessuale, questo è il concetto del matrimonio, nel quale ci sono dei ruoli e dei doveri dei coniugi, l’uno verso l’altro e verso la prole; il matrimonio era considerato il mezzo attraverso il quale si potevano, si accedeva alla genitorialità, si avevano figli, quindi, con tutti i diritti e doveri derivanti da questo; con l’introduzione di questi, del riconoscimento delle convivenze, si sta facendo un passo verso quello che viene chiamato, potrà essere chiamato, un matrimonio civile, staccato completamente dai canoni dei matrimoni religiosi; ed è quello che sta facendo reagire molto, tutti gli esponenti religiosi, tutte le persone che hanno una convinzione di carattere cristiano alle spalle. Penso che, dal punto di vista cristiano, sarà importante una riconsiderazione, una rivalutazione dei concetti e dei criteri del matrimonio, difendendo quella figura, in opposizione o, non in opposizione nel senso contro, ma a fianco, rivalutando certe cose, di fianco a quello che è il matrimonio civile che si sta prospettando con questo primo passo, che non penso che sia poi, sarà poi definitivo, penso che piano piano si arriverà a punti molto più avanti. Franco: tu hai accennato alle diverse reazioni, soprattutto nel campo religioso; che ne pensi di tutte queste reazioni anche forti, viste soprattutto dalla classe politica, di queste reazioni in campo religioso. Gianfranco: è vero, per certi aspetti, che la chiesa cattolica, come istituzione, non ha nessun diritto di interferire con le decisioni del parlamento, perché, giuridicamente la chiesa, non ha un ruolo politico e il vaticano è ufficialmente, uno stato estero, rispetto alla Repubblica Italiana; è però vero e secondo me, anche giusto e corretto, che, gli esponenti religiosi, che siano cattolici, che siano evangelici, che siano di altre fedi, dicano la loro, su quelle che sono, le leggi, le impostazioni, che
Gianfranco: questo è un problema, col quale avremo a che fare, nei prossimi anni, perché anche la poligamia, di fatto è un’eredità cristiana; ricordiamoci che la poligamia, di per se stesso è accettata in varie altre culture e in una società, sempre più multietnica e sempre più laica, bisognerà fare i conti con quelle persone che arrivano da quei paesi nei quali la poligamia è accettata e praticata, arrivano qui in Italia con, magari più mogli; cosa faremo? Accetteremo la poligamia di queste unioni estere oppure ci appelleremo alla nostra giurisdizione? E a questo punto, se un italiano va in quelle nazioni e si sposa con più mogli, questi matrimoni saranno riconosciuti in Italia o meno? Si creano vari problemi, proprio perché in una situazione di estrema accettazione degli altri e di voler tollerare tutte le condizioni, tutte le espressioni della diversità e volerle far convivere tutte insieme, si può arrivare solo al punto di togliere tutte le regole, tutte le norme di convivenza, quindi è un argomento che sarà dibattuto fortemente nei prossimi anni. Franco: ci fermiamo con questo argomento, ma sicuramente, visto che è una proposta di legge, dovrà passare poi nelle varie camere, nel futuro sicuramente ritorneremo su questo argomento. Passiamo ora a un altro argomento che, di cui si siamo occupati tempo fa, il famoso caso di Welby, dell’eutanasia a questa persona; praticamente il medico, il dottor Riccio è stato praticamente assolto dall’ordine dei medici, per aver fatto questa azione; sempre seguendo questo argomento c’è la proposta di legge sull’eutanasia, che tra i vari punti, c’è un punto, praticamente che potremmo analizzare, in cui si parla dell’obiezione dei medici; questo testo dice che i medici, non potranno fare obiezione, se un paziente chiede l’eutanasia, Gianfranco. Gianfranco: e sarà una dura lotta, anche perché, l’obiezione di coscienza dei medici è ammessa in caso di aborto, quindi a questione dovrà essere analizzata penso insieme, che in tutti e due i casi, si tratta di interrompere una vita per vari motivi, che può essere motivo di sofferenza piuttosto che di disagio psicologico, piuttosto che accanimento terapeutico; quindi penso che sarà molto discussa, che porterà parecchi problemi; d’altra parte, l’ordine dei medici, sembra che sia andato oltre a quello che, era uno dei punto saldi dell’ordine dei medici, che era la preservazione della vita; fino adesso a nessuno è mai stato consentito di, come viene detto staccare la spina a un malato terminale, per grave che fosse se non in presenza di, quella che viene chiamata una morte cerebrale, che viene considerata un morte a tutti gli effetti. Quindi non so, quanto andrà avanti questa normativa, perché si scontrerà con tutta la fascia di medici che si richiamano al cattolicesimo, al cristianesimo, ai concetti della preservazione della vita, quindi, non lo so, staremo a vedere; mi lascia comunque un po’ perplesso questo, perché ancora una volta si tratta di giocare, tra virgolette giocare, con la vita delle persone, quasi per obbligo, quindi il fatto che un medico, non possa rifiutarsi, ovviamente potrebbe essere la stessa cosa come per un aborto, o altre situazioni, non lo so, vedremo. Franco: come ultima cosa, abbiamo ancora un po’ di tempo, vogliamo toccare un argomento di cui, un campo di cui tu ti occupi personalmente. Il ministro Fioroni ha fatto una proposta per quanto riguarda l’argomento del bullismo nelle scuole; la proposta in cui cercherà di coinvolgere tutti i docenti, genitori, studenti, vuole creare degli osservatori permanenti sul bullismo, ha creato un numero verde nazionale, un sito internet, per cercare do sconfiggere questo problema del bullismo; che ne pensi Gianfranco di questa proposta. Gianfranco: ben vengano tutte le proposte che possano cercare di arginare, cercare di bloccare questo fenomeno; di fatto il bullismo è difficile da sradicare di per se stesso, perché si basa sull’arroganza di alcuni elementi, sulla debolezza psicologica o fisica di altri, si basa su una cultura della forza nella quale stiamo vivendo; non dimentichiamoci tutti quei film che vengono proposti, nei quali, forte, violento, aggressivo che vince contro gli altri e vince grazie alla sua superiorità fisica e violenta, non in base alla sua intelligenza o altre capacità; quindi, il modello vincente è la persona che si impone con la forza su gli altri; nell’economia, nel mondo del lavoro, praticamente il fenomeno è analogo; il mobbing, sul porto di lavoro, lo vediamo, lo assistiamo e vengono fatte sempre delle denunce. E’ un fenomeno grosso, anche perché, c’è proprio una mentalità da cambiare e non soltanto nei ragazzi; so di episodi, nei quali dei ragazzini erano stati minacciati a scuola, dai compagni, loro hanno voluto ribellarsi, non ci sono stati a questi soprusi, sono stati picchiati dai compagni più grandi e quando la cosa è stata riportata a livello di insegnanti per cercare di far intervenire anche loro, all’interno della scuola per questo, gli insegnanti avevano dei problemi, perché a loro volta erano stati minacciati dai genitori di questi bambini; quindi la cosa viene ad essere molto più complicata di quello che il bullismo o quel leggero nonnismo, che tutto sommato c’è sempre stato tra ragazzini più grandi e ragazzini più piccoli e così via. Non è ovviamente semplice affrontarlo; gli osservatori in se stesso, è stato fatto sul fenomeno droga, serve per vedere un po’ qual è la situazione, se ci saranno i giusti strumenti per poter osservare il fenomeno, perché adesso non ho nei dettagli la proposta, ma in che modo verranno rilevati i fenomeni di bullismo nelle scuole? Mediante la denuncia dei singoli? Mediante, non lo so, e la denuncia porterà delle conseguenze? Come saranno eventualmente protette le persone che portano queste denunce? E come saranno verificate se sono attendibili o meno? Ci sono vari aspetti; senz’altro iniziative che coinvolgano i genitori, gli studenti, possono essere fatte, nella mia esperienza spero che in questo caso le cose vadano diversamente; quando si fanno incontri con i genitori per parlare di un argomento importante, come può essere la droga, come può essere l’abuso, come può essere il bullismo o quanto altro, i genitori che frequentano questo incontri, sono quelli che potrebbero anche non frequentarli perché non hanno questo problema in famiglia, i cui figli non sono solitamente persone con comportamenti come il bullismo; spesso non frequenta questi incontri; quindi, vedremo come funzioneranno anche questo, però ben venga tutte le iniziative che possano essere utilizzate in questo campo. Franco: in effetti, guardano questa proposta, anche già dal titolo, “Smonta il bullo”, sembra pi una forma di repressione, non c’è nessun punto in cui si cerca di capire, magari il perché questo ragazzo ha questa reazione di bullismo in un certo senso. Gianfranco: si, questo è un altro problema, cercar di capire cosa c’è alle spalle è un compito molto del, appunto, sociologi e psicologi, nelle scuole si è cercato di introdurre degli sportelli di ascolto psicologico, però anche lì non è che abbiamo avuto tutto quel successo che forse ci si aspettava, probabilmente ci si aspetta una risposta da parte dei ragazzi, molto più articolata e molto più matura di quello che in realtà la maggior parte dei ragazzi sono disposti a dare. Ci si aspetta che un ragazzo che ha dei problemi vada dallo psicologo a parlarne, di fatto non ci và, quindi, l’iniziativa buona sulla carta si scontra poi con la realtà sul campo e forse certe persone che studiano questi fenomeni o fanno delle proposte intorno a questi fenomeni dovrebbero conoscere un po’ di più sul campo la situazione delle scuole, non soltanto andare per vie gerarchiche o burocratiche; qualche settimana in qualche scuola, forse gli darebbe un’idea un po’ diversa di quello che poi viene sviluppato sulla carta.


