"A tu per tu con Gianfranco"
Gianfranco Giuni, direttore de L'Arca Teen Challenge, ogni mercoledì alle ore 12.05 nella trasmissione Liberi da, analizza in chiave sociologica le notizie di attualità e i fatti che avvengono attorno a noi per trarne consigli utili nella vita di tutti i giorni.
Nel sito di CRC (crc.fm - circuito radio cristiane) potrete trovare le informazioni per ascoltare via radio, via satellite oppure direttamente sul vostro PC la trasmissione. Vi ricordo che Franco Sellan è colui che conduce la trasmissione e l’intervista. Aspettiamo i vostri commenti, buona lettura.
Franco: questa settimana non toccheremo avvenimenti che sono successi, o meglio toccheremo un avvenimento importante, almeno per noi, che è successo lo scorso fine settimana, come alcuni di voi sanno, abbiamo avuto un convegno, che abbiamo organizzato a Igea Marina, appunto, L’Arca Teen Challenge, in collaborazione con ACC, Associazione Consulenti Cristiani, un convegno molto interessante e volevamo un po’ analizzare, sia l’andamento di questo convegno sia un po’ l’argomento, soprattutto dalla voce del presidente Gianfranco Giuni; Gianfranco, innanzitutto come andata, i primi feed back di questo convegno da parte dei partecipanti. Gianfranco: i feed back sono stati molto positivi, d’altra parte molto probabilmente chi avevA dei feed back negativi non gli ha dati, comunque, a parte lo scherzo, abbiamo un registro, nel quale abbiamo chiesto di annotare un commento sul convegno, da parte dei vari partecipanti e quello che hanno annotato è stato molto positivo; tra i più semplici che erano contenti della sistemazione logistica e quindi dell’albergo ecc. a quelli che entravano più nel merito del contenuto del convegno; quindi siamo soddisfatti di come sono andate le cose, sia per il numero dei partecipanti che per il contenuto e il livello dell’insegnamento che è stato dato, possiamo ritenerci pienamente soddisfatti di aver raggiunto pienamente gli obiettivi che ci eravamo proposti per questo incontro. Franco: e proprio l’argomento da quello che anche ho sentito io, è stato proprio quello che ha attirato i più, un argomento molto interessante, particolare e profondo: “La struttura della personalità umana” era il titolo, un approccio antropologico all’animo umano; alcuni spunti se ci puoi dare su questo studio che è stato fatto, e soprattutto possiamo ricordare anche che a disposizione ci sarà presto un CD che ha raccolto tutto questo studio, che sarà presto a disposizione, poi daremo dei dati, Gianfranco. Gianfranco: il convegno è nato dall’idea di proporre un’analisi biblica di quello che è l’interiorità dell’uomo, senza scadere in una superficialità pseudo spirituale e senza cadere in un tecnicismo estremamente secolare; troppe volte quando si pensa alla struttura della personalità vengono in mente solamente le scuole di psicologia, vari tipi che hanno dato una spiegazione come è fatto l’uomo; dal punto di vista cristiano, solitamente ci si è limitati a dire, l’uomo è in una situazione di peccato e quindi di decadenza, perché si è allontanato da Dio; i due approcci sembrano completamente distanti e per tanti aspetti lo sono realmente, però volevamo dare una visione un po’ più completa e un po’ più approfondita di quelle che sono le motivazioni, le ripercussioni i risvolti di quella tragedia iniziale, originale, che è stata la caduta dell’uomo, il peccato dell’uomo dopo la sua creazione, quindi analizzando alcuni testi biblici riuscire a vedere che effetti, che ripercussioni sulla personalità, sul carattere, sulla struttura dell’animo umano, questa caduta, questo peccato, questo allontanamento da Dio ha avuto, abbiamo cercato quindi di rendere più esplicito il concetto, l’uomo è così perché ha peccato, cercare di capire ancora di più questa affermazione. Franco: una risposta positiva dei partecipanti, c’è stata anche sulla persona che ha guidato questo studio, ricordiamo che abbiamo sentito tempo fa in un intervista, Tom Bremer, che è direttore generale europeo di tutti i Teen Challenge, raccontaci un po’ di questo personaggio, della sua storia, per capire anche il suo insegnamento soprattutto sul consulenza, Gianfranco. Gianfranco: lui è cresciuto negli Stati Uniti a Chicago e dopo la sua conversione a Cristo, ha incominciato a sentire un peso per la missione in generale, ha studiato musica, suona il trombone, è venuto in Italia, circa 25 anni fa, in Europa più che in Italia, in Italia ci è passato, in Europa ha lavorato da circa 25 anni a questa parte, inizialmente organizzando concerti, per portare una testimonianza cristiana, nei paesi dell’est Europa, quando era ancora in atto il blocco comunista, con un gruppo musicale, ha girato in paesi di quell’area; dopo di questo o parallelamente a questo, entrando in contatto con Teen Challenge, è nato il desiderio di aiutare persone che avevano grossi problemi, come la tossicodipendenza e da li la sua volontà di approfondire e completare la sua preparazione psicologica, pastorale di counselling, frequentando adeguate scuole e università negli Stati Uniti, quindi ha conseguito un master in Professional Cristian Couselling, ed è riconosciuto accreditato dall’Associazione Americana Consulenti Cristiani ed opera come counsellor anche negli Stati Uniti nello stato del Colorado con la licenza statale per questa attività; da molti anni si occupa del coordinamento del Teen Challenge in Europa e della formazione degli operatori, quindi l’insegnamento anche del conunselling è una delle cose principali che sta portando avanti negli ultimi anni. Franco: molti hanno apprezzato proprio il suo modo di insegnare, molto pratico, fatto spesso in gran parte da esempi da storie vere, di vita vera vissuta, quello che è rimasto proprio impresso nella mente di chi ha partecipato a questo studi. Gianfranco: si, lavorando spesso con ragazzi e ragazze con problemi e avendo a che fare non con una formazione accademica, ma con una formazione sul campo di operatori che operano, e lavorano in mezzo a tossicodipendenti e persone con problemi simili, la sua deformazione professionale lo porta ad essere estremamente concreto e comprensibile alle persone con le quali parla, oltre a questo, essendo abituato ad insegnare in nazioni straniere, conosce l’importanza di un linguaggio chiaro e non estremamente concettuale per facilitare la traduzione in altre lingue. Franco: possiamo dire alla fine di questo commento a questo convegno, che è stato veramente un convegno apprezzato e già si sta pensando di programmarne uno l’anno prossimo, perciò una linea che proseguirà forse nel tempo questo genere di convegni. Gianfranco: questo è l’orientamento che abbiamo preso anche stimolato da vari partecipanti, che ci chiedevano ci poter andare avanti su questo, l’unica lamentela che hanno avuto alcuni partecipanti che c’è stato troppo poco tempo per approfondire i vari argomenti che emergevano, d’altra parte questo era un po’ lo scopo, mettere un po’ di appetito, stimolare l’interesse delle persone su questo argomento, quindi abbiamo intenzione l’anno prossimo di riproporre un convegno su argomenti di questo tipo. Franco: un’altra nota che può essere utile, perché spesso a chi è rivolto questo genere di convegno, in effetti al convegno i partecipanti erano di tutte le fasce d’età, dai giovani ai meno giovani, esatto? Gianfranco: si, dai giovani ai meno giovani, da persone coinvolte nel counselling, a persone che non hanno avuto mai niente a che fare con il counselling, persone di varia estrazione di chiese, quindi è stato qualcosa di molto aperto e proprio per questa ragione, gli interventi di Bremer sono stati apprezzati, perché non parlavano un linguaggio tecnico che poteva essere recepito e compreso solamente da persone esperte del settore. Franco: un’altra cosa, poi concludiamo con il convegno; un’altra cosa che abbiamo notato, che ho notato, che Tom Bremer è stato molto impegnato nei colloqui personali, molti hanno fatto delle domande proprio su argomenti anche personali, ed è stato impegnato molto anche al di fuori dello studio vero e proprio. Gianfranco: si, purtroppo o meno male, è una delle ripercussioni e degli effetti collaterali di questi incontri, l’oratore deve sapere, che oltre all’impegno formale, ufficiale dell’insegnamento durante la giornata, deve avere del tempo da dedicare a colloqui privati, perché c’è sempre qualcuno che ha bisogno e che chiede un aiuto, che può essere ovviamente solo parziale, essendo relegato a un solo momento, un solo contatto mediato molto spesso anche da qualcun altro per la lingua, ma è qualcosa che emerge sempre, ed è importante, perché queste persone possano trovare non soltanto degli insegnamenti, ma anche un aiuto personale per i propri vissuti, la propria vita. Franco: in mezzo a questo convegno, abbiamo avuto, come associazione de L’Arca Teen Challenge, anche la nostra riunione annuale dei soci; due parole, perché ne abbiamo già parlato all’inizio dell’anno, due parole sull’andamento dell’associazione fino a questo momento, anche soprattutto nei primi mesi di quest’anno, Gianfranco. Gianfranco: diciamo che, negli ultimi mesi, dopo il trasferimento dell’ufficio operativo ad Asti, c’è stata un’accelerata per quanto riguarda alcuni tipi di impegni e di attività; in modo particolare quelle che riguardano il counselling, che ha visto l’apertura, non soltanto di un punto di counselling qui ad Asti, quindi personale, individuale, ma anche l’apertura di una casella email, dove chi ha bisogno e non può accedere a un aiuto diretto può rivolgersi e prossimamente stiamo per attivare anche una linea telefonica con lo stesso scopo; quindi c’è stato questo sviluppo, quindi con altri collaboratori che si stanno dedicando a questa attività; abbiamo pubblicato un piccolo giornale a fumetti, che riprende la storia descritta nel libro “La croce e il pugnale”, che può essere usato per far vedere questa esperienza, far conoscere questa storia anche come mezzo per mostrare quello che Dio può fare nella vita delle persone, dal momento che tratta una storia vera, e può essere usato per giovani, per adolescenti in riunioni di evangelizzazione, da distribuire o da regalare, e chi volesse può richiedercelo… Franco: Gianfranco, parliamo proprio di questo in questo tempo che ci resta, la novità che è stata lanciata proprio a questo convegno, ho qui davanti a me proprio la copia di questo giornalino molto interessante sulla storia della Croce e il Pugnale, riportato proprio a fumetti, e come dicevi tu, dedicato in modo particolare ai giovani, e soprattutto può essere usato come evangelizzazione, come approccio iniziale proprio con i giovani, una novità, che dopo un po’ di tempo, possiamo dire, è stata partorita in modo veramente interessante e già dai primi feed back che abbiamo avuto è stata apprezzata molto, parliamo in particolare di questo, Gianfranco. Gianfranco: si tratta di un fumetto di origine americana, che abbiamo adottato, tradotto in italiano e pubblicato come Teen Challenge, lo scopo era quello di far vedere come è nato il Teen Challenge, ma soprattutto come Dio può intervenire nella vita delle persone; quindi, è stata un iniziativa per rilanciare l’interesse per il lavoro tra persone con grossi problemi, per far vedere che Dio può intervenire e cambiare le vite, quindi abbiamo fatto questa scommessa stampandone un certo quantitativo, per poter essere uno strumento in più, nel panorama della carta stampata utilizzabile per l’evangelizzazione in Italia. Franco: un’altra cosa su cui vorrei fermarmi, ancora per questi minuti che ci rimangono, che è stata anche una nota da parte dei partecipanti, di alcuni partecipanti che hanno fatto anche richiesta; in tutte queste attività ricordiamo, che coloro che si impegnano sono dei volontari, volontari che in qualche caso sono soci anche de L’Arca Teen Challenge; parliamo di questo Gianfranco, se qualcuno volesse impegnarsi in questo campo tramite questa associazione, per diventare socio, cosa dovrebbe fare. Gianfranco: per diventare socio in se stesso, deve fare soltanto una richiesta al consiglio direttivo che valuta la cosa; penso sia più importante pensare a cosa viene richiesto a un socio e principalmente gli viene richiesto di essere un portavoce dell’associazione, delle attività dell’associazione nell’ambiente in cui è, organizzando magari incontri, parlando delle iniziative dell’associazione presso le chiese o altre strutture nelle quali è inserito, stimolando una raccolta fondi per le varie iniziative, e a questo proposito ricordo che L’Arca Teen Challenge, si sostiene esclusivamente con fondi provenienti dall’Italia, nono abbiamo un zio paperone da nessuna parte che finanzia e sostiene le attività, quindi, tutto quello che viene fatto, viene fatto con denaro proveniente da privati, da chiese, da enti italiani, quindi ovviamente può pregare e farci sapere anche che prega e aiuta, stimola l’interesse nella sua chiesa per la preghiera per noi, quindi, ci sono alcune attività che può svolgere, poi a seconda della sua preparazione potrebbe collaborare in altre attività più specifiche, come la cura magari della stampa di vario materiale, dare una mano in quelle che sono le attività che portiamo avanti nel counselling, su internet, nella prevenzione e via dicendo; quindi, ci sono varie cose che possono essere portate avanti.
a cura di F.S.