Beeplog.it - Blogs Gratis Crea il tuo Blog    Prossimo Blog   

Teen Challenge BLOG

Il BLOG de L’Arca Teen Challenge



Sei nella categoria: A tu per tu con Gianfranco

Mercoledì, 16. Maggio 2007

Bambini: Scuola di Rignano, ancora una volta abusi?-Incidente alla gita, 2 morti, la cannabis c’entra?

di teenchallenge, 12:03
 
"A tu per tu con Gianfranco"
Gianfranco Giuni, direttore de L'Arca Teen Challenge, ogni mercoledì alle ore 12.05 (in replica mercoledi sera alle 24.00 e sabato alle 10.00) nella trasmissione Liberi da, analizza in chiave sociologica le notizie di attualità e i fatti che avvengono attorno a noi per trarne consigli utili nella vita di tutti i giorni.
Nel sito di CRC (
crc.fm - circuito radio cristiane) potrete trovare le informazioni per ascoltare via radio, via satellite oppure direttamente sul vostro PC la trasmissione. Vi ricordo che Franco Sellan è colui che conduce la trasmissione e l’intervista.  Aspettiamo i vostri commenti, buona lettura.
 

Franco: questa settimana parleremo di bambini, di argomenti che riguardano bambini, argomenti un po’ difficili, un po’ pesanti, sicuramente anche da commentare, ma che i fatti di cronaca, soprattutto di questi ultimi giorni, si quasi impongono a parlare di questo argomento. Iniziamo parlando di abuso infantile, argomento che abbiamo già parlato e riparlato diverse volte, già il fatto che ne riparliamo dimostra che il problema esiste ed è un problema grosso. In questa occasione, proprio di questo ultimo episodio, che tutti conosceranno, dell’asilo, della scuola materna di Rignano Flaminio, ci sono elementi che volgiamo analizzare, per capire ancora di più, per non dimenticare questo argomento, ma tenerlo sempre vivo e anche per, eventualmente essere d’aiuto, a chi si trova come genitore, in questo problema, che a volte diventa un vero e proprio dramma. Da un’intervista che ho visto alla televisione, oltre ai diversi articoli che c’erano sui giornali, intervista di una mamma di uno di questi bambini, dagli argomenti che ha trattato, mi hanno spinto proprio a voler parlare di questo argomento. Il primo punto che vorrei analizzare e che dimostra una grossa impreparazione, una scarsa attenzione, soprattutto a livello giudiziario di questo problema e una mancanza di comprensione che si sta trattando con dei bambini, risulta da come sono state fatte le indagini, da quello che si è saputo, sin dall’inizio di questo caso. Il fatto che, sono state poi scarcerate, le persone, presunte di aver commesso questi abusi, risulta soprattutto dal fatto che ci sia stata una mancanza, una poca attenzione, nel raccogliere le testimonianze dei bambini, e per questo caso, per questo motivo, per questa scarsa attenzione, gli avvocati sono riusciti a far mettere i dubbio, proprio tutto il racconto dei bambini. Vi voglio leggere alcuni punti, dello stralcio dell’ordinanza di custodia cautelare, che era stata emessa dal giudice, che ha portato poi in carcere i presunti accusati. Parlando dei bambini, questa ordinanza dice:” La credibilità delle dichiarazioni dei bambini sottoposti a violenze non è discutibile. Quello che i bambini e i loro genitori hanno detto non può essere frutto di mitomania e fantasticheria perché l’abuso è denunciato in modo analogo da nuclei famigliari completamente diversi, socialmente e culturalmente. Perché i bambini, vista la loro piccolissima età,” e qui si parla di bambini che massimo arrivavano a quattro anni, ma al momento dei fatti anche di meno, “non hanno la malizia per organizzare una versione comune. Dall’esame dei bambini, da parte della consulente del Pubblico Ministero, non esiste registrazione.” E su questo punto hanno battuto soprattutto gli avvocati dei presunti colpevoli. ” I bambini sono ancora nella fase acuta della disorganizzazione del pensiero e questo non ha reso possibile di poter procedere a forme di registrazione ai cui tentativi i minori hanno opposto un deciso e netto rifiuto.” Da questa storia, parecchi commenti, chi si schiera da una parte, chi si schiera dall’altra. Gianfranco, è difficile capire in questa storia, se è veramente successo qualcosa o no, perché sembra dalle testimonianze dei bambini, che è reale il fatto. Gianfranco: ma, quando si ha a che fare con abusi infantili, ci si imbarca in una situazione molto difficile da gestire; questo dobbiamo sempre ricordarcelo, perché, avere a che fare con dei minori, è sempre molto complicato, specialmente quando sono bambini così piccoli. Senz’altro, uno degli aspetti, estremamente importanti, in qualsiasi situazione di abuso, è una corretta registrazione delle testimonianze, di quello che viene raccontato. Per registrazione non intendo semplicemente il fatto di video-registrare e registrare su un registratore a nastro o a cassette, il sonoro, ma proprio un prender nota degli avvenimenti, quindi, tra cui la video-registrazione può essere uno degli aspetti. Proprio perché i bambini sono facilmente influenzabili, e facilmente manipolabili, nel senso che: se io pongo una domanda a un bambino, devo porla in modo che lui capisca quello che voglio dire, e quindi usare un lessico e una metodologia adeguata alla sua età; poi prender nota, registrare la sua risposta, per quella che è, senza interpretarla davanti a lui, senza suggerire anche, con tutta la buona volontà, delle risposte preconfezionate, inducendolo a dire cose, che lui non ha detto in maniera precisa, ma che potrebbe ripetere, semplicemente per il fatto che io gli suggerisco una versione, gli suggerisco un’interpretazione; il bambino ritiene, che se io riformulo quello che lui ha detto, in un altro modo, il mio modo di riformulare la cosa, sia quella corretta, e quindi la ripete; quindi, questo ci da soltanto una piccola idea, della difficoltà di ricevere delle informazioni, da bambini così piccoli, ed è per quello che deve essere fatto in maniera, molto delicata, molto attenta, con tutte le precauzioni del caso. Ovviamente, fatto da persone coscienti di questo e quindi competenti; io non so quale fosse la competenza o meno di chi ha raccolto queste testimonianze, semplicemente lo ignoro, quindi magari poteva essere una persona estremamente competente in questo, e per qualche ragione non è stata fatta nessuna registrazione, ne video, ne audio, di quello che i bambini hanno detto; non conoscendo i particolari, non posso ovviamente esprimermi su questo aspetto. Senz’altro, dobbiamo tener presente che, nel caso di un abuso a un bambino, non dobbiamo mai suggerirgli delle risposte, fornirgli delle interpretazioni, ma semplicemente registrare quello che lui dice, se lo stiamo ascoltando, prendiamo nota, le frasi che dice, il vocabolario che lui usa e riportiamolo, se sarà il caso, nel modo in cui il bambino lo dice, senza la nostra lettura da adulti, perché questo è l’elemento più importante nella raccolta dei dati, nelle prime fasi delle indagini. Franco: il pericolo più grosso, adesso che sono state messe in dubbio però, le informazioni ricevute dai bambini, è quello che, sembra quasi impossibile evitarlo, si arrivi all’incidente probatorio, definizione che significa praticamente il mettere di fronte bambini e presunti colpevoli, con i rispettivi avvocati, che avranno la possibilità poi di interrogare anche i bambini e si possiamo immaginare poi i traumi che ne subiranno. In questa situazione il pericolo, di questo interrogatorio, il pericolo che i genitori, per evitare questa ulteriore sofferenza, abbandonino anche tutto il discorso poi di andare ad arrivare praticamente davanti a un giudice, Gianfranco, e lasciare impuniti ancora una volta i possibili fautori di questi abusi. Gianfranco: si, dobbiamo sempre tener presente in questi casi, il contesto della presunzione di innocenza; l’ordinamento italiano ha questo punto molto forte, tutti sono innocenti fino a prova contraria. L’incidente probatorio, come viene chiamato, ovviamente viene ad essere qualcosa di molto delicato; per il bambino, che si sente forzato a dire una cosa, piuttosto che un’altra; può essere influenzato dai genitori, o influenzato dalla paura di veder le persona davanti; può essere bloccato semplicemente perché è un bambino e quindi tende a non dire le cose in un modo corretto a bloccarsi; ricordiamoci, che nei bambini piccoli, possono provare delle forti emozioni, anche di chiusura o di dire le cose, come gli adulti vogliono sentirsi dire. Quindi, è un grosso problema, questo dell’incidente probatorio con bambini così piccoli. Oltre a tutto, i bambini potrebbero essere stati preparati, in un modo o nell’altro, dai genitori e da quello che è successo in queste ultime settimane. Il pericolo che, per non esporre i bambini a questo, i genitori ritirino la loro denuncia, o si ritirino dal confronto, invalidando quindi tutto il processo, è  senz’altro forte, perché viene messo in rilievo, in quei casi, il benessere del bambino, rispetto alla punizione del colpevole o al fatto di appurare la verità, perché, tutto questo ricordiamocelo molto bene, tutto il processo che potrebbe essere fatto, l’eventuale condanna, se riconosciuto il colpevole, ecc. ecc., non cambia niente al bambino, questa è una cosa triste, ma è estremamente reale; che i colpevoli, siano arrestati o meno, siano puniti o meno, vadano in carcere o meno, al bambino tutto questo non cambia niente        Franco: anzi, scusa Gianfranco, anzi il fatto di ricordare più volte, già dopo questo primo interrogatorio, ricordare magari davanti a un processo, può essere ancora più traumatico, cosa che invece magari dovrebbe dimenticare questo fatto. Gianfranco: si, il fatto di ritornarci sopra, non aiuta a un processo di guarigione, anche se non è il fatto di non parlarne e dimenticarlo che lo guarisce, c’è bisogno di un processo molto più lungo e molto più complesso. Comunque ricordiamoci che il bambino, quello che ha subito, se lo dovrà rielaborare, dovrà essere curato, in vario modo, da psicologi, psicoterapeuti e quant’altro, indipendentemente dal fatto che i colpevoli siano stati o meno puniti. Quello potrà essere una magra, se vogliamo, consolazione nel futuro, sapere che chi gli ha fatto del male a subito una punizione; può essere un senso di rivalsa, di vendetta, da parte dei genitori, di giustizia, che tante volte si sovrappone, quel senso di rivalsa e di vendetta, giustificabilissimo e sacrosanto, per tanti aspetti, ma al bambino in se stesso, non cambia niente; quindi, è comprensibile, come dei genitori, possano mettere da parte, il sentimento di rivalsa, per salvaguardare ulteriormente il già compromesso, probabilmente, equilibrio emotivo del bambino, piuttosto che, cercar di perseguire la punizione dei colpevoli a danno ancora del bambino. Quindi una casa, che anche se può dare fastidio, può lasciare un po’ perplessi, e da considerare e per certi versi apprezzare, anche se in questo, se le persone sono veramente colpevoli, si troveranno ad essere ancora una volta non punite. Purtroppo è una situazione che ogni genitore deve affrontare, quando ha dei bambini così piccoli e non ci sono elementi oggettivi da poter utilizzare, al di la di quelle che sono le testimonianze dei bambini, o comunque, quando le testimonianze dirette dei bambini, diventano fondamentali per l’impianto accusatorio. Franco: una domanda che mi scaturisce spesso da queste storie qua; cosa fare, come agire per aiutare, sia i bambini ma ho visto anche i genitori, molto provati da questa storia; a chi rivolgersi e chi può aiutare queste persone.  Gianfranco: difficile dare una risposta, senz’altro dei professionisti che facciano un buon lavoro di psicoterapia, persone che possano intervenire, aiutando i  genitori e i bambini, a comprendere quello che è successo, a superare il trauma, a far comprendere, specialmente ai bambini, che quello che è successo non ha modificato chi loro sono, come persone e chi loro saranno come persone, che tutto quello che è successo non è stata responsabilità loro e che dovranno piano piano ricominciare e potranno piano piano ricominciare a fidarsi degli adulti. Per i genitori il processo è analogo, il fatto di ricominciare a fidarsi di certe istituzioni, ricominciare a fidarsi di lasciare i bambini con altre persone, perché la tendenza, come è comprensibile, è quella poi della iperprotezione dei bambini. Senz’altro sarà un percorso molto lungo questo, ma è inevitabile che si debba fare, un aspetto da mettere in evidenza in tutto questo e che quando queste situazioni avvengono all’interno di scuole o di istituzioni come queste, le responsabilità delle famiglie, sono molto diverse da quelle di altri tipi di abuso, nel senso che, anche una famiglia molto attenta ai bambini, può incappare in questo tipo di problema e di reato. Resta estremamente importante, in tutto questo, l’apertura, il tipo di rapporto, di comunicazione, che deve essere instaurato già dalla primissima infanzia con i bambini, che si devono sentire liberi di raccontare a casa, tutto quello che succede, senza sensi di vergogna, per quanto riguarda tutto quello che è connotato con la oro sessualità. Purtroppo, spesso quando si ha a che fare con l’area della sessualità, c’è quel velo di remore e di tabù, o di imbarazzo, che il bambino assorbe, fin da bambino, fin da piccolo appena nato e nei tempi successivi, per cui tende magari a parlarne meno, quindi, senz’altro l’apertura maggiore, porta il bambino a parlare più apertamente di tutto quello che gli sta succedendo, al di fuori della famiglia. Questa è l’unica cosa che i genitori possono cercare di fare, stare attenti a tutti i minimi particolari, senza ovviamente cadere, nel pericolo opposto, cioè nella caccia alle streghe, nella caccia agli untori, vedendo problemi dove poi non ci sono, esasperando certi sintomi o certi punti, che possono essere causati da mille altre situazioni; comunque, un’attenzione molto forte ai bambini e una libertà che i bambini devono sentire, di raccontare tutto quello che sta succedendo. Franco: parliamo ancora di bambini, cambiamo storia, cambiamo argomento, ma parliamo ancora di bambini, parliamo di drammi di bambini. Se nella storia precedente abbiamo parlato di abusi, qui parliamo addirittura di due bambini morti, nel dramma che abbiamo sentito anche in questi giorni, dell’autobus degli scolari, che ha avuto un incidente e sono morti due bambini. La causa, hanno detto gli inquirenti, è da riscontrare che l’autista, oltre ad aver bevuto, aveva anche fumato della cannabis. Diversi articoli però, parlano di questo fatto e dicono che in realtà, più che parlare di cannabis, di parlare del pericolo più grosso che è l’alcool. Piuttosto che fare contrapposte demagogie, dice un articolo, sulla pelle di due bambini morti, inviterei tutti a riflettere. In Italia ogni anno le vittime per incidenti stradali legati alla droga, sono poche centinaia, quelle per incidenti causati dall’alcool, sono 2.500, quelle per alcool in generale 30.000, quelle per tabacco 90.000. E’ da ipocriti, dice questo articolo, urlare solo contro la cannabis. Qualcuno in questi giorni ha parlato di fare dei test ai ragazzi, ai figli, per quanto riguarda le droghe, qui forse c’è  da chiedersi se da fare dei test a persone che hanno queste responsabilità, tipo di autisti, prima di mettersi alla guida con dei pulmann in cui ci sono dei bambini, Gianfranco. Gianfranco: si va a toccare un argomento molto delicato, nel senso che, sono vere tutte le cose che sono state dette; ricordiamoci che il danno maggiore per la guida, il pericolo maggiore è rappresentato dall’alcool, che tante volte sottovalutiamo. Il fatto che siano state riscontrate tracce di cannabis, dobbiamo, devo, non avendo i dati effettivi ecc., tendere anche a smontare la cosa, per non fare dell’allarmismo, in questo senso. Sono state trovate tracce di cannabis, cosa vuol dire? La cannabis può essere presente, rilevabile anche per tempi abbastanza lunghi; da quanto tempo questa persona magari aveva fumato una canna, ecc.. Non è detto che se la fosse fumata prima di partire, o mentre stava guidando, o nella pausa, ecc., ecc.. Quindi, un conto è, averla appena fumata e quindi essere sotto l’effetto della sostanza psicoattiva contenuta è un conto, e aver rilevato delle tracce di questa sostanza nel sangue di assunzioni pregresse, che potevano non avere nessuna rilevanza per quanto riguarda la sua attenzione, il suo stato vigile durante la guida. Questo, non avendo i dati, dobbiamo stare a non esagerare le cose, subito fare dell’allarmismo. E’ facile cadere in questo. Come dire, sono state rilevate tracce di alcool; ma quanto alcool è stato rilevato nel sangue. Franco: Gianfranco, però restando sui fatti che ci sono stati testimoniati dagli inquirenti, se la cannabis fosse stata fumata il giorno prima, la sera prima, è possibile riscontrare poi dei possibili danni, il giorno dopo addirittura? Gianfranco: la vedo abbastanza difficile la cosa; io non metterei molto l’accento su questo, c’è un altro elemento che dobbiamo tener presente quando si parla di autisti, pulmann, ecc. ecc., che sono ad esempio i turni, sono ad esempio le ore di guida che devono fare; chi guida molto, anche soltanto le macchine, sa quanto può essere facile avere il colpetto di stanchezza, di sonno, ecc.; non deve succedere, è vero, e su questo non voglio giustificare nessuno. Quell’incidente non doveva succedere, qualsiasi autista dovrebbe sapere, che se ha un minimo accenno di sonno, è meglio fermarsi e scusarsi con tutti, farsi un quarto d’ora di sonno, prima di ripartire; non dovrebbe bere assolutamente per molte ore, prima di mettersi alla guida; tutte queste cose sono vere; dobbiamo anche stare attenti a un altro aspetto: non cerchiamo sempre la ragione per tutto quello che succede, cercando di incolpare, questo, quello o quell’altro, o per fini politici, strumentali ecc., ma, anche per dirci, be a me queste cose non succederanno mai, perché io non mi faccio le canne, perché io non bevo, ecc.; ci sono tanti incidenti stradali che avvengono, semplicemente per distrazione, sto mangiano una caramella, mi cade la carta, istintivamente mi chino a raccoglierla, giro il volante e vado fuori strada. Non sappiamo cosa realmente è successo in questo caso, senz’altro la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, quali che siano, quindi cannabis compresa, da delle sensazioni che sono controproducenti per la guida, uno stato psicofisico non adeguato al controllo del mezzo, specialmente quando è pesante e ovviamente si ha la responsabilità di trasportare delle altre persone. Un’altra cosa, ricordiamoci, emotivamente ci colpisce di più la morte di un bambino, piuttosto che di un adulto, ma la stessa cura, la stessa attenzione, deve essere riscontrata quando si guida un pulmann, anche di persone anziane. E’ chiaro che noi siamo colpiti di più, ci coinvolge emotivamente di più il bambino, e ci strazia di più, ci da più fastidio, ci indispone di più; la Bibbia, proprio riporta questo quando Gesù diceva: ”Guai a chi scandalizza uno di questo piccoli”m chi gli fa del male, chi lo fa cadere, chi in qualche modo lo danneggia, proprio perchè danneggiare un bambino, questo danno poi si ripercuote per tutta la sua, o si può ripercuotere per tutta la sua vita, però c’è una responsabilità anche verso trasporto di persone adulte e in ogni caso, stiamo attento sempre alle notizie che arrivano dai giornali, o dai mass-media in generale, perché spesso possono essere di parte o cercare di spingere l’acqua da una parte, piuttosto che dall’altra. Demonizzare la cannabis, piuttosto che assolverla, non sapendo i dati in se stesso, in questo caso non si può dire di più.

a cura di F.S.