Franco: questa settimana vogliamo iniziare con un argomento riguardo al fumo; il 31 maggio, si è svolta la giornata mondiale senza tabacco, a cura dell’O.M.S., Organizzazione Mondiale della Sanità e il tema quest’anno era: “il tabacco è nocivo, sotto qualsiasi forma o maschera”. Leggo da un articolo, per inquadrare un po’ la situazione soprattutto in Italia. Gli italiani hanno ripreso a fumare, come e più di prima. Almeno quei 12 milioni che sono schiavi della sigaretta. La legge Sirchia sul divieto di fumo nei luoghi pubblici ha solo frenato per un po’, non più di un anno, l’accanimento del fumatore ma già nel 2005 i consumi sono tornati a salire e nel 2006 si accende in media una sigaretta al giorno in più, 14 invece delle 13 del 2005. Il cancro al polmone e altre malattie dovute alle sigarette provocano ogni anno 80 mila morti, più della droga, dell’alcol, dell’Aids, degli incidenti sul lavoro, in percentuale il 14,2% di tutti i decessi; e da un analisi, si prevede che, da oggi al 2030, i morti per il tabacco, saranno addirittura 8,3 milioni. La sigaretta, poi, uccide nella pancia della mamma un feto su 100 ed è tra le prime cause della sindrome della “morte in culla”. Gianfranco, un primo commento su questo argomento e soprattutto su questa giornata mondiale senza tabacco e sul tema che è stato proposto: il tabacco è nocivo sotto qualsiasi forma o maschera; da dire che forse anche poche sigarette continuative nel tempo, potrebbero essere, comunque avere dei danni? Gianfranco: ma quello senz’altro. Dobbiamo ricordarci sempre che, pur non essendo io un medico, e quindi dovrei lasciare la parola a persone più competenti di me su questo, dobbiamo ricordarci sempre, che il fumo di tabacco, come qualsiasi altro tipo di fumo, è dannoso per i polmoni che sono designati e creati per respirare aria, ossigeno e non fumo. Si fa tanta battaglia contro l’inquinamento atmosferico, per avere l’aria più pulita, nelle città, nelle campagne, dappertutto, e poi c’è un micro inquinamento massiccio, derivante dall’uso di fumo di tabacco. E’ una delle incongruenze che ci sono. Qualsiasi sia la quantità, di sigarette che si fuma, fa sempre male; senz’altro una sigaretta fa molto meno male che dieci, su questo non ci sono dubbi, però il danno, anche se minimo, ci può essere. Che l’organismo possa poi recuperare se il danno è minimo, quello può anche darsi, ritengo di si però lascio la parola ad altri, ma senz’altro il danno a lungo andare c’è. Un’altra considerazione è che molto spesso, troppo spesso, non si fanno sapere i dati che hai appena citato, gli 80 mila morti all’anno e ribadisco in Italia, non in Europa o nel mondo, ogni anno in Italia muoiono 80 mila persone, per danni derivanti dal fumo di tabacco, be questo tante volte non viene detto. 80 mila morti in un anno, se noi facciamo il conto proprio a spanne, di quanti sono al giorno, vengono ad essere più di 200 al giorno; penso che qualsiasi altra strage, dovuta a guerre o a incidenti stradali o quant’altro, che producesse una mortalità di 200 persone al giorno, tutti i giorni, creerebbe un allarme enorme nella popolazione, purtroppo di questo non se ne parla, anche perchè spesso quando ci sono decessi dovuti principalmente a tumori delle vie respiratorie, vengono definiti come tumori delle vie respiratorie e non, è morto per fumo; quindi, ci sono questi aspetti. Senz’altro bisognerebbe parlarne molto di più. Franco: se per un adulto, il problema del fumo è trovare il metodo, la soluzione, l’aiuto per togliersi questo vizio, un altro problema causato dal fumo, sono i giovani, che ne parla anche questo articolo. Si fuma sempre più precocemente, dice, in alcuni casi addirittura prima dei 15 anni, ecco perché il ministro della salute Livia Turco, ha proposto in questi giorni, proprio in occasione di questa giornata mondiale contro il fumo, di vietare la vendita di sigarette ai minori. Come dicevo prima, se per un adulto il problema è trovare la soluzione, per un giovane è far capire la pericolosità della sigaretta. In effetti i giovani non percepiscono la pericolosità del fumo, perché non produce danni immediati; un altro problema dei giovani, sono le ragazze, che sono raddoppiate in questi ultimi 10 anni addirittura, per il consumo di sigarette. Gianfranco, un altro aspetto del problema del tabacco, da affrontare in maniera probabilmente in maniera diversa con i giovani. Gianfranco: si, non credo che la proposta di vietare la vendita di sigarette cambi qualche cosa, ricordo sempre che la legge attuale prevede il divieto di vendita di sigarette ai minori, cioè l’acquisto, quindi la vendita da parte dei tabaccai ai minori di 16 anni. Ma non credo che ci sia nessun tabaccaio che lo rispetti, ne che la maggior parte delle persone sappia che esiste questo divieto. So che è stato proposto anche di mettere dei sistemi tipo carte di credito ecc., per i distributori automatici, per evitare che i ragazzi vadano a prenderle li piuttosto che in tabaccheria se in tabaccheria non gliele vendono. Non credo che queste cose possano scoraggiare più di tanto l’uso di sigarette. Potranno scoraggiare il ragazzino che vuole fumare per la prima volta e non sa come procurarsi le sigarette, allora va al distributore automatico o piuttosto che in tabaccheria, ma non credo che cambi molto la cosa. Penso bisognerebbe fare un discorso un po’ diverso nella prevenzione, e questa è una riflessione che rimbalzava proprio alla conferenza europea del Teen Challenge, dalla quale sono reduce da poco, nella quale si rifletteva sull’importanza, non di trasmettere il messaggio negativo che il fumo di tabacco fa male, o tutti i danni che ci sono, che sono senz’altro informazioni da dare, ma far vedere invece quali sono gli aspetti positivi, dell’astinenza dal tabacco, rovesciare il discorso della prevenzione, non far vedere i pericoli, ma far vedere i vantaggi che se ne ricavano dal non uso; e tante volte, dobbiamo ricordarci che, alcuni dei vantaggi derivanti dal non uso, sono immediati, contrariamente ai pericoli dell’uso, che sono molto spostati nel tempo. Sto pensando anche solo semplicemente alla possibilità di fare sport in maniera più agonistica, continuativa, a un livello più alto per un miglior utilizzo del polmone. Franco: una comanda che mi è venuta analizzando questo argomento, Gianfranco, come credenti, credenti cristiani, come si vede questo problema del fumo, spesso viene criminalizzato o visto come un peccato più grave di altri, dando forse un peso eccessivo, e anziché a volte tentare magari di aiutare chi ha questo problema, forse si creano altri problemi per questa persona. Dal punto di vista cristiano, come possiamo inquadrare questo problema. Gianfranco: il fumo, come tanti altri comportamenti, che provocano un danno all’organismo è censurabile, per il fatto che veniamo incoraggiati, dal punto di vista biblico, a prenderci cura del nostro corpo e non a distruggerlo, a fargli del male o trattarlo male e in questo ovviamente dovremmo metter dentro tante altre cose, non soltanto il fumo, ma il fumo da senz’altro un danno importante e l’uso del tabacco è solamente dannoso, di fatto non c’è un aspetto positivo per l’organismo nell’uso del tabacco. Quindi l’uso del tabacco è solamente negativo, non c’è niente di buono in se stesso nel fumo del tabacco e nel consumo di questa sostanza. Quindi, senz’altro c’è questo aspetto di cura del corpo in quanto di proprietà, usando questo termine, divina, nel momento in cui noi abbiamo affidato la nostra vita nel complesso, quindi spirito, anima e corpo, a Dio. L’altro aspetto è quello dovuto ovviamente alla dipendenza, il fatto che il fumo di tabacco, dia una dipendenza, cioè la difficoltà a smettere impossibilità di farne a meno, anche questo è una situazione che va contro con quello che dovrebbe essere il nostro rapporto con Dio, da cui dovremmo ricavare la nostra fonte di soddisfazione profonda, e no da altre pratiche, da altri comportamenti o da sostanze. Quindi, nel momento in cui io nono riesco a fare a meno di una sostanza, in questo caso il tabacco, io la sto elevando al rango di idolo, di Dio, di riferimento importante nella mia vita, senza la quale io sto male, soffro, mi manca e quindi diventa un punto sul quale ruota tutta la mia esistenza. Quindi, senz’altro da questi due punti di vista, il fumo di tabacco è censurabile dal punto di vista cristiano; probabilmente, tante volte si punta molto su questo, trascurando altri aspetti; senz’altro non è il peggiore dei comportamenti sbagliati, ma è senz’altro un comportamento sbagliato da evitare. Franco: cambiamo argomento, dopo che alcuni mesi fa, è stato rilevato, soprattutto nelle acque, nei fiumi, diverse sostanze, tra cui la cocaina, in questi ultimi giorni una notizia che è girata sui giornali, anche nell’aria, soprattutto nell’aria di Roma, sono state trovate diverse sostanze, diverse droghe, tra cui soprattutto la cocaina. Comincia così, dice un ‘articolo, la ricerca dell’istituto di inquinamento atmosferico del CNR, che evidenzia la presenza di cocaina, nel particolato sospeso nell’atmosfera. Un analisi cominciata quasi per caso, un prelievo delle polveri a Roma, riscontrarono appunto la molecola della cocaina. La domanda che sorge da questa analisi, da dove proviene una simile quantità di cocaina, dice l’articolo. Non possiamo affermare che nelle zone sotto studio siano più diffusi il consumo o lo smercio di droghe, le cause di questa concentrazione sono ancora tutte da indagare. Ma alcuni articoli, cominciano a farsi delle domande: ci sono dei rischi per la salute? Un fenomeno nuovo, Gianfranco, in cui, forse bisogna capire o si capisce ancora di più, che in questi ultimi anni c’è un aumento proprio di consumo, soprattutto di droghe e in particolare della cocaina. Gianfranco: si, bisognerebbe davvero capire da che parte arriva, questa cocaina rilevata e che cosa hanno effettivamente rilevato questi ricercatori. Se hanno rilevato cocaina, se hanno rilevato dei metabolici della cocaina, cioè i prodotti di scarto, di decadimento della cocaina dopo l’uso, come era successo nei fiumi un po’ di tempo fa. Quindi, vedere di capire un attimo questo, perché ovviamente la cocaina così nell’aria, mi sembra un po’ strano che venga immessa, anche perché, si corre il rischio che tutte le persone incomincino, non tutte le persone, ma chi vuol provare l’esperienza, incominci a farsi una raccolta di polveri atmosferiche, con la speranza di trovare un po’ di cocaina. Senz’altro, il fatto di rilevarla in modo così, tra virgolette, “facile”, in posti dove non ci si aspetti di trovarla, evidenzia un uso maggiore, una diffusione molto più ampia di quello che era nel passato, ma di questo dobbiamo ricordarci che, la cocaina diciamo, negli ultimi anni, ma non soltanto due, tre, ma molti di più, sta prendendo un ruolo molto più forte, proprio per il suo aspetto ludico, di divertimento, di piacere che da per attività divertenti, di attività che possono essere molto di socializzazione, per stare insieme agli altri e via dicendo. Contrariamente a quello che è stata per molti anni nel passato l’eroina, che era una droga che portava a una vita molto più solitaria, molto più per conto proprio; l’eroina tendeva a far calmare, a far addormentare, la cocaina ha l’effetto esattamente al contrario, da una carica di dinamicità, e quindi lo scopo è quello di divertirsi; quindi, nella società attuale, nel quale il divertimento è sempre più importante, la cocaina ha un ruolo molto più forte di quello di altre droghe. Ricordiamo che le droghe più sviluppate in Italia, adesso sono appunto la cocaina, l’ecstasy e la cannabis, che sono tre droghe che hanno degli effetti comuni; il fatto della stimolazione dell’organismo, con l’aumento della sensazione del divertimento. Franco: Gianfranco, vogliamo sfruttare questi ultimi minuti, tu l’hai accennato prima, riguardo alla riunione, al convegno che avete avuto come responsabili europei dei vari Teen Challenge; vuoi darci qualche novità, qualche spunto da questo tempo che avete passato assieme. Gianfranco: ma, il convegno che abbiamo avuto, era il convegno dei responsabili, ma non solo, c’erano anche molti dei collaboratori, molti ospiti e amici di questo ministero in Europa; eravamo a Praga per questo convengo; eravamo oltre trecento, provenienti da trenta, trentacinque nazioni, principalmente europee, ma non solo; avevamo dei delegati da persone che operano in Pakistan, nel centro America, dagli Stati Uniti e via dicendo. Quello che è emerso, è un bisogno sempre maggiore nei paesi dell’est, per andare incontro al problema delle grosse dipendenze che si stanno sviluppando, che si sono sviluppate; quindi, la droga sta facendo molta strada, purtroppo, nei paesi tipo, la Serbia, tipo la Bielorussia, l’Ucraina, c’erano anche i responsabili ad esempio della Lettonia, della Lituania. Quindi, nazioni che tante volte ignoriamo, ma che hanno forte questo problema. Un’altra cosa che è stata ricordata, è che tutto il ministero del Teen Challenge, l’anno prossimo arriva ad un giro di boa, nel senso che, ci saranno i festeggiamenti per il 50° anniversario di questo ministero. Per certi aspetti non so neanche se esser contento di questo, nel senso che, se dopo cinquant’anni ci siamo ancora e serviamo ancora, vuol dire che il problema che si cercava e si è voluto affrontare, per cercare di limitarne i danni, come quello delle dipendenze, è ancora molto vivo e molto attivo. Comunque nel 1958, nasceva il lavoro del Teen Challenge e l’anno prossimo ci sarà una grande conferenza a New York, dove è proprio sorto, con responsabili da varie parti del mondo, con ovviamente David Wilkerson che è stato il fondatore e uno dei posti dove ci si riunirà è proprio dove il Teen Challenge è nato, proprio a Brooklyn, in questa zona, in questo rione di New York, nel quale tutto è cominciato per una semplice lettura di una rivista. Quindi è un appuntamento importante per l’anno prossimo; un’altra novità che c’è stata è il cambiamento del nuovo coordinatore a livello globale del Teen Challenge, che per molti anni è stato portato avanti questo ruolo, dal fratello di David Wilkerson, Don Wilkerson, e adesso ha passato il lavoro a un altro esponente, il Jerry Nance, che è stato per molti anni il coordinatore del lavoro in Florida. Tra le persone che erano presenti, c’era anche il direttore del Teen Chellenge della California del Sud, Dennis Griffit, che fa parte del comitato dei consiglieri per la politica sulle droghe, della Casa Bianca; quindi, il Teen Challenge è riconosciuto negli Stati Uniti, anche a livello presidenziale e di comitato a livello governativo.
a cura di F.S.