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Mercoledì, 27. Giugno 2007

Libertà dalla religione; gli americani delusi da Dio crescono - Libertà religiosa; 23 giugno manifestazione a Roma; poco risalto dei mass-media italiani.

di teenchallenge, 12:05
 
"A tu per tu con Gianfranco"
Gianfranco Giuni, sociologo e direttore de L'Arca Teen Challenge, ogni mercoledì alle ore 12.05 (in replica mercoledi sera alle 24.00 e sabato alle 10.00 e alle 22.00) nella trasmissione Liberi da, analizza e commenta, in chiave sociologica e crstiana, le notizie di attualità e i fatti che avvengono attorno a noi per trarne consigli utili nella vita di tutti i giorni.
Nel sito di CRC (
crc.fm - circuito radio cristiane) potrete trovare le informazioni per ascoltare via radio, via satellite oppure direttamente sul vostro PC la trasmissione. Vi ricordo che Franco Sellan è colui che conduce la trasmissione e l’intervista.  Aspettiamo i vostri commenti, buona lettura.
 
Franco: questa settimana vogliamo partire da un articolo che è apparso alcuni giorni fa su La Stampa, in cui si parla di un argomento che ci riguarda anche direttamente, si parla di fede; di fede, negli Stati Uniti. Questo articolo è intitolato appunto: “Gli americani delusi da Dio crescono. I nuovi atei contro la leadership dei teocon”. Come diversi di voi anche saprete, l’attuale presidente George Bush, si è dichiarato proprio cristiano evangelico, è stato anche fortemente appoggiato dai credenti evangelici in America, anche per le sue elezioni. Però questo articolo parla invece, soprattutto parte da una questione legale di una fondazione chiamata appunto, “Freedom from Religion”, libertà dalla religione, che vuole appunto liberarsi da questa forma forte di religione che c’è negli Stati Uniti. Il fenomeno riassunto dal magazine The Nation, come “I nuovi ateisti”. Tutto nasce, dice questo articolo, da recenti sondaggi che hanno ridimensionato l’idea che l’America sia una paese dove il 91% degli abitanti crede in Dio, come aveva attestato Newsweek all’inizio dell’anno. A lanciare l’allarme per la frana ateista della nazione più religiosa d’Occidente è stato il Christian Post, con un accorato appello ai lettori, affinché ignorino, rigettino o affrontino l’aggressività ateista. Un argomento, questo, soprattutto in questo periodo in cui c’è questa nuova campagna presidenziale, in cui diversi candidati, cercano anche voti appunto, dalla parte religiosa. Gianfranco, questo tipo di fenomeno, soprattutto da questa fondazione, è forse una tendenza che dobbiamo analizzare a fondo e a capire se è una tendenza che potrebbe anche investire nel prossimo futuro l’Europa. Gianfranco: per analizzare questo bisogna capire un po’ di più la realtà culturale, sociale, politica, storica, quant’altro, estremamente diversa dall’Europa. Dobbiamo prima di tutto comprendere che gli Stati Uniti sono nati all’insegna di un forte movimento religioso; i padri pellegrini tra i primi coloni che sono scappati dall’Europa, per andare verso gli Stati Uniti, erano fortemente caratterizzati religiosamente, quindi, gli Stati Uniti sono nati con una forte matrice religiosa di tipo evangelico, che non c’è mai stata in Europa; quindi, questa è una grande differenza. Penso sia utile ricordare, per dare un’idea di quanto l’aspetto religioso sia fondante per gli Stati Uniti, che il presidente degli Stati Uniti, come altre altissime cariche istituzionali, giurano sulla Bibbia, e nella formula del giuramento, c’è proprio un invocazione a Dio, che invoca il Suo aiuto, per rimanere fedeli al giuramento che hanno appena fatto. Ricordiamo anche che sui biglietti da un dollaro, compare la scritta: “Noi confidiamo in Dio- In God we trust”. Quindi, c’è questa forte matrice religiosa e gli Stati Uniti sono anche una nazione, che riesce a cambiare certe sue convinzioni, certe influenze, molto velocemente, per cui da un impostazione passano a un’altra; pensiamo al presidente, quando si cambia il presidente viene cambiato tutto l’apparato, tutti i funzionari vengono cambiati, non viene cambiato soltanto il presidente, mentre tutti i funzionari restano al loro posto. Quindi, in questo contesto, dobbiamo tener presente, che l’aspetto religioso permea ogni ambito della loro cultura, il fatto che adesso stia nascendo questo movimento di libertà dalla religione, è qualcosa se vogliamo abbastanza nuovo, in Europa c’è già stata questa libertà dalla religione; certi proclami di questo movimento, richiamano i proclami dei movimenti anticlericali e antireligiosi del passato, della rivoluzione francese. Franco: analizzando questo articolo, l’articolo presenta diversi libri che parlano, in un certo senso a favore addirittura di questo fenomeno di ateismo; mi tocca proprio un articolo che prende spunto da un libro da uno scrittore che si chiama Christofher Hitchens, da un suo bestsellers intitolato “Dio non è grande” appena pubblicato, dice questo articolo, da Einaudi, che dice così: spiega “perché la religione avvelena ogni cosa, a causa di un dna violento, irrazionale, intollerante, alleato di razzismo e triabalismo, contornato di ignoranza, ostile al libero intelletto, sprezzante nei confronti delle donne e coercitivo con i bambini”. E poi l’articolo spiega che soprattutto nell’ambito di una religione fondamentalista a livello anche islamico, ma mi fa pensare queste frasi e queste reazioni. Forse come cristiani fino ad oggi abbiamo anche queste cose, abbiamo fatto reagire le persone in questo modo o no, cioè c’è da pensare su queste frasi, Gianfranco. Gianfranco: si, c’è da riflettere anche se probabilmente se l’impressione può esserci stata questo può riguardare alcune frange, alcuni gruppi molto estremisti; dobbiamo tener presente però, che nel contesto nel quale, tante volte questi libri vengono scritti, viene visto come valore assoluto, la libertà da qualsiasi forma di condizionamento dal punto di vista dei valori; il punto fondamentale viene ad essere quello dell’educazione, senza dare dei valori fondanti, che non siano valori umanistici, non viene considerato assolutamente un aspetto spirituale, che può trascendere l’umano, quindi qualsiasi tipo di insegnamento religioso viene visto come un’influenza e un lavaggio del cervello sui bambini; il concetto della libertà assoluta, portata come elevato a valore non discutibile, questo secondo me è pericoloso, perché si fa della libertà un dio che però non ha limiti, non ha una struttura, non ha una moralità; in fondo, dietro al concetto della libertà assoluta, c’è l’anarchia, nel senso che ognuno deve poter fare quello che vuole, c’è una mancanza di capacità o di possibilità di educare le generazioni successive secondo degli schemi che noi riteniamo corretti, quindi si disgrega tutto il concetto di base della socializzazione dei bambini, che l’educazione a vivere in una società, questo è il grande pericolo che vedo. Senz’altro la religione, anche il cristianesimo nei secoli si è mostrato un portatore anche di violenza, ricordiamoci l’inquisizione, ricordiamoci la colonizzazione dell’America da parte dei conquistadores spagnoli, o via dicendo, nel quale, in nome di un dio, che loro dicevano di essere il dio biblico, si son fatti grandissimi stragi o quant’altro; è chiaro che un dio di quel genere verrebbe rifiutato da qualsiasi cristiano; l’altro aspetto ovviamente, adesso della religione, del fondamentalismo islamico, che fa molto paura attualmente, di cui sentiamo normalmente le notizie sui mass-media, e anche questo è un estremo di quello che è stato e che è il movimento islamico; prendere quelli come riferimento, dicendo che tutte le religioni, come hai citato, la religione avvelena ogni cosa, perché ha un DNA violento e irrazionale, be quello è un po’ diverso, da quello che viene compreso e vissuto come cristianesimo in Italia e nel mondo. Franco: un’altra affermazione, che mi ha dato da pensare, che dovrebbe anche come cristiani farci riflettere, da un libro che si intitola “La delusione di Dio” che addirittura è arrivato alla fine del 2006 ad essere il secondo libro più venduto da Amazon, l’autore Dawkins, ritiene che solo gli ateisti, possono essere felici, morali e intellettualmente appagati; anche qui c’è da chiedersi come cristiani, cosa trasmettiamo, Gianfranco. Gianfranco: si quello, forse deve farci riflettere un po’ di più, perché spesso il cristianesimo viene presentato e a volte vissuto, non come una libertà, ma come una schiavitù, una coercizione; non la legge dell’amore, la libertà in Cristo, ma un obbligo di regole, regoline, regolette da seguire e quindi una vita, una fede, che porta a frustrazione, porta a chiusura in se stessi, e a profonda insoddisfazione, oltre che a una fuga dalla conoscenza, dall’intelletto, quindi dallo studio. Questo è qualcosa che dovrebbe farci riflettere un po’ di più, perché il messaggio del Vangelo, che ricordiamo, la parola Vangelo dal greco, significa una buona notizia, deve essere una buona notizia, tante volte come viene presentato non è tanto una buona notizia, non è qualcosa di positivo, qualcosa che porta speranza o porta libertà di vita all’interno di quelle che sono le regole, perché ricordiamoci sempre, che la libertà non è l’assenza completa di regole, la libertà è la possibilità di muoversi, nel rispetto delle regole, in modo da non farsi del male; libertà vuol dire, nella vota normale, sapere che esistono delle leggi della fisica, per cui io non devo saltar giù dalla finestra perchè se no, per le leggi della fisica io mi faccio del male, il rispetto di queste regole mi porta a vivere in maniera libera, ma se io trasgredisco queste regole, mi faccio del male e perdo la mia libertà, quindi, penso che una grande discussione sul concetto della libertà, libertà non è assenza completa di regole, libertà è la comprensione che esistono delle regole, all’interno delle quali, che vogliamo o che non vogliamo, dobbiamo stare, come noi dobbiamo convivere con le leggi della fisica e non possiamo andarci contro, se non facendoci del male. Franco: se da una parte dell’oceano si manifesta per la liberà dalla religione, da questa parte, in Italia, proprio sabato scorso 23 giugno, a Roma c’è stata una manifestazione invece, intitolata: “Per la libertà religiosa”, una manifestazione, leggo da un articolo, un raduno, spiega l’Associazione Evangelica Italiana, l’Alleanza Evangelica Italiana, ha come obbiettivo principale, quello di chiedere al governo di procedere all’approvazione di una nuova legge sulla libertà religiosa, garantendola però anche alle chiese prive di riconoscimento giuridico; tra gli altri temi, al centro di questa manifestazione, vi è stata anche la richiesta che il governo si attivi per garantire la libertà religiosa, soprattutto in quei paesi dove viene negata e dove i cristiani sono perseguitati. Gianfranco, noto proprio in questi giorni, dopo questa manifestazione, che nessuna testata giornalistica, subito dopo questa manifestazione ha parlato di questo; solo una fonte, abbiamo avuto da radio radicale, che è stata presente, ha fatto anche una registrazione, praticamente nessuno sembra si interessi di questo argomento, Gianfranco. Gianfranco: l’argomento della libertà religiosa si scontra con tanti aspetti nella società italiana; la società italiana è permeata, almeno culturalmente dall’idea del cattolicesimo, tanto è vero che, quando anche esponenti dei mass-media, giornalisti parlano di cristianesimo, lo identificano con il cattolicesimo, usa la parola religione cristiana, religione cattolica, come sinonimi, cosa che intellettualmente scorretta, perché il cattolicesimo è una delle branche, dei rami del cristianesimo, me non è l’unico. Ricordo che ci sono state varie divisione nella storia del cristianesimo, a cominciare dalla chiesa ortodossa, che è una chiesa cristiana, ma non cattolica, per non parlare poi di quello forse più conosciuto, che è la divisione con Lutero, che ha portato alla formazione di tutto il ramo protestante, non dimentichiamoci la chiesa anglicana e via dicendo. Però queste cose sono di fatto ignorate. Viene dato più ascolto a quelli che possono sembrare degli argomenti che possono essere dei pericoli, quindi si parla di più dell’islam, che adesso è una realtà emergente, piuttosto che delle chiese evangeliche, che sono una realtà minoritaria e che per loro struttura, tendono a far meno rumore, proprio perché in uno dei punti importanti che accomunano molte chiese, c’è proprio il fatto della divisione della chiesa dallo stato, delle ingerenze e quindi tante volte si cerca di muoversi, nelle chiese evangeliche, cercano di muoversi senza fare troppo rumore davanti alle istituzioni, quasi non volendo avere molto a che fare con queste; di fatto diventano in questo modo, quasi invisibili per quanto riguarda appunto le istituzioni e l’attenzione che i mass-media dedicano loro. Non fa notizia una manifestazione verso la libertà religiosa, in un paese che dichiara che esiste la libertà religiosa e sulla quale i gruppi non cristiani stanno puntando molto; ovviamente questa libertà religiosa, è una delle, come citavi, uno dei punti della manifestazione, non è condivisa da tutti gli stati, quindi ci sono stati che, i cui cittadini, venendo i Italia reclamano la libertà religiosa, ad esempio molti cittadini di paesi mussulmani, che vengono in Italia reclamano l’applicazione di queste norme, quindi la possibilità di riunirsi per il loro culto, aprire i loro luoghi di riunione, moschee per esempio e via dicendo, però la stessa libertà non viene riconosciuta negli stati di origine, quindi si possono aprire moschee in Italia, ma non si può andare ad aprire chiese in molte nazioni mussulmane. Libertà religiosa, vuol dire anche reciprocità e questo è uno dei punti importanti della manifestazione, cercare di stimolare l’interesse a rendere reciproche le cose, quindi è vero libertà religiosa, però con pari diritti e pari doveri. Franco: un altro punto su questo argomento, che è stato riscontrato anche in questa manifestazione, di cui ha parlato soprattutto il senatore Luciano Malan, che è stato addirittura uno che ha presentato uno dei quattro, dice lui, disegni di legge sulla libertà religiosa, fermi sia al senato che al parlamento; questo fatto, anche della classe politica, che non vede forse la necessità di questo argomento della libertà religiosa. Quale potrebbe essere una legge possibile, ovviamente non da analizzare in questo momento, che potrebbe aiutare maggiormente la libertà religiosa in Italia, Gianfranco. Gianfranco: ma non so se ci sarà bisogno di tante più leggi, senz’altro una applicazione corretta e reale delle leggi esistenti. Pensiamo, oppure anche soltanto l’eliminazione dei privilegi concessi ad alcuni, in modo particolare ad esempio ai cattolici; ricordo, ma a titolo solamente d’esempio, che nelle chiese, nelle scuole, scusate, viene garantita la possibilità dell’insegnamento della religione cattolica, anche se non è obbligatorio, però gli insegnanti di religione cattolica, partecipano al collegio dei docenti, dando il loro input per gli studenti, conoscendo di fatto solamente quelli che hanno frequentato i loro corsi.
a cura di F.S.