Beeplog.it - Blogs Gratis Crea il tuo Blog    Prossimo Blog   

Teen Challenge BLOG

Il BLOG de L’Arca Teen Challenge



Sei nella categoria: A tu per tu con Gianfranco

Mercoledì, 12. Settembre 2007

OK in Gran Bretagna per sperimentazioni su embrioni creati da DNA umano e cellule animali- Boom delle coltivazioni casalinghe di marijuana

di teenchallenge, 12:06
 
"A tu per tu con Gianfranco"
Gianfranco Giuni, sociologo e direttore de L'Arca Teen Challenge, ogni mercoledì alle ore 12.05 (in replica mercoledi sera alle 24.00 e sabato alle 10.00 e alle 22.00) nella trasmissione Liberi da, analizza e commenta, in chiave sociologica e crstiana, le notizie di attualità e i fatti che avvengono attorno a noi per trarne consigli utili nella vita di tutti i giorni.
Nel sito di CRC (
crc.fm - circuito radio cristiane) potrete trovare le informazioni per ascoltare via radio, via satellite oppure direttamente sul vostro PC la trasmissione. Vi ricordo che Franco Sellan è colui che conduce la trasmissione e l’intervista.  Aspettiamo i vostri commenti, buona lettura.
 
Franco: questa settimana, non possiamo non parlare, di una notizia che la settimana scorsa proprio è esplosa, sui giornali, sulle varie testate giornalistiche, che ha un po’ fatto alzare gli scudi in difesa soprattutto e principalmente da parte della chiesa cattolica ma anche da tutto il mondo cristiano, cosa è successo. Praticamente in Inghilterra, l’associazione indipendente, l’organismo indipendente, l’HFEA, nel Regno Unito che sovrintende alla sicurezza e alla applicazione delle tecniche nel campo dei trattamenti di fecondazione, nel campo della ricerca embriologica e che autorizza e controlla i centri che praticano la fecondazione in vitro, l’inseminazione eterologa, la ricerca su embrioni umani, ha permesso ad un’associazione che fa questi esperimenti, esattamente al Kings College, di fare degli esperimenti, praticamente di inserire il DNA umano in cellule staminali, in modo particolare di mucca, per permettere di sviluppare la ricerca su malattie neurologiche e genetiche. Ma vi leggo in particolare cosa succederà per questo esperimento: i ricercatori trasferiscono il materiale genetico di un donatore (in questo caso un paziente appunto colpito da malattie neurodegenerativa), in ovocita privato del suo nucleo (in questo caso l’ovocita non è umano, ma bovino). Dopodichè l’ovulo comincia a comportarsi come se fosse stato fecondato e si divide fino a formare un embrione. E’ un trasferimento nucleare tra specie diverse e che porterebbe ad un embrione non interamente umano dal punto di vista genetico: avrebbe una piccola quantità di DNA bovino, che deriva da quello che resta nell’ovocita anche dopo che questo viene privato del nucleo. A sei giorni dalla formazione degli embrioni si cominciano a prelevare le cellule staminali e gli embrioni vengono distrutti dopo 14 giorni. Praticamente questa cellula viene fecondata, viene usata per questi esperimenti e poi viene gettata via. L’alzata di scudi in difesa di questi embrioni è che qualcuno già sta sospettando fino a che punto si arriverà con questi esperimenti, Gianfranco. Gianfranco: vecchio discorso, purtroppo ma sempre attuale; la questione dei limiti della ricerca, dei limiti etici della ricerca, in questo caso si tratta di una ricerca di biologia, ma lo stesso problema dell’etica in molti altri campi; pensiamo la discorso che era stato affrontato in maniera più superficiale o perlomeno con un impatto molto diverso, ma che aveva portato alla dissociazione di Einstein e di altri scienziati dalla produzione della bomba atomica; cioè l’uso della scoperta di fisica, la fissione dell’atomo, che produceva energia, applicata alla distruzione dell’essere umano; quindi è consentito andare avanti su certe ricerche, quando le loro ricadute, le loro applicazioni hanno a che fare con la vita umana. In questo caso dobbiamo ricordarci anche questo aspetto, ogni, usando un termine tecnico, sottosistema della società, lavora in un modo autonomo, nel senso che nella nostra società ci sono vari ambienti, dalla politica, piuttosto che la medicina, piuttosto che la scienza, piuttosto che la religione, che tendono a lavorare seguendo dei codici, delle norme interne. Questo può portare il lavoro fatto dall’uno, in contrasto con l’altro, nel sistema della scienza, è ovvio, è comprensibile, fa parte del DNA, se mi permettete questo gioco di parole della scienza, quello di ricercare, di fare esperimenti, di vedere fino a che punto è tecnicamente fare una cosa piuttosto che l’altra. La moralità, l’etica di questo, non è presa in considerazione tante volte dallo scienziato, il cui scopo è quello di superare il limite, superare quel limite imposto dalla tecnologia, piuttosto che da altre cose. Nella pratica, sfugge, è come la ricerca per produrre la polvere da sparo che non faccia troppo fumo, o che no faccia, non dia il lampo per non essere individuata, o il proiettile che possa arrivare più distante possibile. Nella fase della ricerca chi fa questa ricerca, non pensa a quello che è l’uso pratico poi di quell’oggetto che lui sta studiando o dell’applicazione distruttiva, delle formule matematiche e di tutta la tecnologia che utilizza in quel momento; quindi c’è da fare questa grossa distinzione. Per quello che tante volte ricerche fatte, poi hanno poi un grosso impatto e richiedono un intervento legislativo per gli esperimenti che si vogliono fare, questo va contro all’etica, che non ha niente a che vedere con la scienza, perché l’etica è qualcosa di diverso, ha a che fare con i valori personali, ha a che fare più con la religione che non con la scienza, e quindi si entra in questo conflitto e si entra in ogni situazione nella quale c’è questo scollamento tra un sistema sociale e un altro, la politica cerca di intervenire con delle leggi però le leggi si scontrano con i concetti e i criteri sempre più portati avanti, di libertà personale, perché mettere delle leggi vuol dire mettere dei limiti, vuol dire mettere delle regole, vuol dire mettere dei paletti, ma questo si scontra con la libertà personale, quindi la grande polemica si sviluppa su questo; tu non puoi fare una cosa che potrebbe essere eventualmente per il mio bene, ma li subentra la questione religiosa; si però questo desiderio di creare in qualche modo la vita, di intervenire per modificare a livelli più profondi possibili la vita dell’uomo, si scontra con il concetto di che cos’è la vita, del valore della vita, chi sta alle spalle della vita; quindi tutte questioni che diventano poi sempre più religiose e filosofiche e di qui tutta la complicazione che nasce, con gli scontri a volte le guerre, tra virgolette, di religione che ne nascono. Non credo ci sarà una soluzione reale, a questo, perché quando si tolgono dei riferimenti morali, dei riferimenti di valore, dalla vita dell’uomo, non c’è nessun limite a nessuna regola, a nessuna ricerca, a nessun limite etico, non ce ne sono più; togliamo il riferimento a Dio dalla vita dell’uomo, e crolla tutto quello che c’è sotto. Franco: due, in questo casodue affermazioni che fanno anche un po’ pensare. Una da parte del dottor Minger, che è capo di questo istituto, che ha detto, al di la delle controversie etiche, lui ha detto: “se sei convinto di fare la cosa giusta e se pensi che questa sia importante, falla”. Un’altra notizia invece, viene da parte di rainews24, che è andata a fondo un po’ come questa agenzia ha dato l’ok, per questa sperimentazione; praticamente, questa agenzia non ha chiesto nulla, diciamo a personaggi famosi, a medici o a scienziati, ma bensì, visto che questa richiesta è stata fata quasi due anni fa, ha fatto dei sondaggi, dei test tra il pubblico, tra la gente normale, proponendo questo esperimento con ovviamente dei risultati positivi per chi sta male, senza toccare minimamente il lato morale. Ovviamente la risposta è stata, da parte della gente, è stata nel 90% dei casi, positiva. Queste due affermazioni fanno anche pensare, fino a che punto un domani si può arrivare, questa è stata anche l’alzata di scudi in difesa, contro questa situazione qua. Un domani fino a che punto potremmo arrivare con queste sperimentazioni, se si inquadra le cose in questo modo, Gianfranco. Gianfranco: c’è una contraddizione intrinseca nelle sue affermazioni; il fatto di dire, non gli interessa, questi esperimenti sono fatti al di fuori di ogni concetto di etica o di morale, o che la cosa non gli interessa, è un affermazione di etica, fa parte della sua etica deontologica, del suo, della sua etica di ricercatore, quindi è una contraddizione di termini; lui di fatto ammette o dichiara, che la sua etica è di non tener conto di certe cose, disinteressandosi delle ricadute o dei coinvolgimenti. Il fatto poi, che per avere un avvallo di qualche tipo, venga fatto un sondaggio, be quello purtroppo risente della incapacità delle persone coinvolte, del pubblico, vasto pubblico, di a volte capire anche le domande stesse, quali sono le implicazioni e le ricadute pratiche di certe domande o di certi esperimenti. Voglio ricordare che se andassimo a fare, specialmente se le persone che andiamo a intervistare sono coinvolte personalmente nel problema. Pensiamo ad un altro sondaggio che noi potremmo fare e andare a chiedere alle vittime di stupri, alle vittime di omicidi, non, perché se sono i famigliari, ovviamente di chi è stato ucciso barbaramente o via dicendo, se fossero favorevoli alla pena di morte, penso che anche in quel caso otterremmo una risposta a favore della pena di morte molto alta. Anche con comuni cittadini appena dopo qualche fatto di sangue, abbastanza raccapricciante o eclatante. Quindi, anche in quel caso stiamo attenti a come facciamo le ricerche e i sondaggi, perché possono nascere proprio viziati all’origine, perché si sceglie male o forse si vuole scegliere male, il nostro target per ottenere un risultato che vogliamo. Franco: la prima ovviamente, ad essere contro, per quanto riguarda la moralità, ovviamente è stata la chiesa cattolica, definendo questo un atto mostruoso, contro la dignità umana, dicendo che è necessario che la comunità scientifica, ovviamente contraria, si mobiliti quanto prima. Prendo a prestito queste affermazioni, per farti ovviamente una delle domande solite che ti faccio: dal punto di vista cristiano, i cristiani si stanno chiedendo cosa pensare, come pensare, come valutare; c’è un modo di valutare biblico di queste situazioni, Gianfranco? Gianfranco: ma, se vogliamo vedere, se interpretiamo questo come un voler mischiare le carte, un voler intervenire sulla nascita di una vita, mettendo insieme specie differenti e usando un'altra immagine, quello di regni differenti, il regno animale e il regno umano, mi viene in mente, mi vengono in mente quei testi biblici, che ovviamente non hanno a che fare specificatamente su questo, ma che possono essere collegabili, del divieto che la Bibbia esprimeva, dei rapporti sessuali con animali, perché di fatto, da un punto di vista teorico, da un punto di vista proprio astratto, questo viene ad essere configurato come un rapporto che tende alla creazione di una vita, tramite l’intervento di cellule provenienti da uomo e da animale, una cosa che non è corretta dal punto di vista biblico, vuol dire mettere insieme l’uomo e gli animali, e senz’altro metterli un po’ sullo stesso piano, detto in maniera molto grossolana e quasi criticabile; senz’altro criticabile. Questo non mi convince e non mi sembra che possiamo trovare dei grossi riferimenti o sostegni biblici e favore di una tale pratica, li vedo più al contrario. Franco: c’è da chiedersi anche,fino a che punto Dio può permettere certi esperimenti, pensando magari a un essere uomo animale. C’è da chiedersi questo. Fino a che punto Dio può permettere questo. Gianfranco: ma, il fatto non è che Dio possa permettere o meno, ha lasciato all’uomo nel bene e nel male, una facoltà di scelta, e non impedisce sempre che le persone si comportino in maniera irrazionale o perversa, o quant’altro; quindi, avendo fornito un’intelligenza e una capacità all’uomo, poi, non è che tante volte interviene in maniera così diretta per impedire che questa sia usata anche nel modo sbagliato; non l’ha impedito nel giardino di Eden, non è intervenuto nel giardino di Eden per impedire all’uomo e alla donna di fare una scelta sbagliata, catastrofica; tante volte non ha impedito neanche, nei tempi successivi all’uomo di fare scelte terribili, come stermini di massa, o quant’altro. Franco: concludiamo il nostro tempo, con una notizia, cambiato totalmente argomento, con una notizia che spesso corre tra le cronache, in questi ultimi anni, nei vari giornali. Praticamente cosa succede; in questi ultimi tempi c’è praticamente il boom della coltivazione di marijuana, di piante i orti e balconi. L’ultima è stata scoperta dalla polizia pochi giorni fa all’ora di pranzo a Bologna, una pianta di marijuana, poi un’altra coltivazione addirittura di 5 piantagioni vicino a Pordenone. La legge cosa dice in questo caso; la legge non è chiara sulla coltivazione casalinga di marijuana, in quantità modiche, secondo Paolo Iannucci, analista ella direzione antidroga della polizia, il concetto di uso personale in questo caso non è applicabile. Chi viene trovato con una pianta in casa, rischia di finire in carcere. I personaggi che usano queste piantagioni, la polizia dice, sono diversi i tipi che coltivano marijuana per hobby, rigorosamente ad uso personale. Architetti, musicisti, medici, professori, manager; praticamente questi sono circa un paio di milioni. Però c’è anche da dire che la marijuana fatta in casa, dice un analista, è più rara e quindi più pericolosa, grazie a internet oggi anche i ragazzini di 15 anni sono in grado di prodursi autentiche bombe, capaci nel giro di qualche anno, di distruggere il loro cervello. Una situazione questa, Gianfranco, come ho detto, l’articolo dice, è un boom, sta crescendo sempre di più. Qualcuno già dice, perché non legalizzare anche la coltivazione oltre all’uso di marijuana. Gianfranco: ritorniamo anche in questo caso, a vecchi discorsi. Quando il fenomeno  diventa troppo vasto, si cerca di legalizzarlo. Questo è ovviamente una tendenza della democrazia, nel senso che, quando un comportamento diventa normale, cioè molto diffuso, non si ritiene che sia sbagliato o sanzionabile, perché chi stabilisce, in una democrazia che cosa è giusto, che cosa è sbagliato per legge, è il popolo, quindi la popolazione, le persone in se stessa, tramite i loro rappresentanti Questo è comprensibile, non giustificabile , ma comprensibile come meccanismo di azione. Senz’altro coltivarsi la marijuana in casa, può dare quel senso un po’ di snobbismo, ed essere quella cosa un po’ diversa dagli altri. Sarò anche una moda per certi aspetti, senz’altro questo porta a fumare la marijuana a non hashish, quindi una cosa leggermente differente dal punto di vista della concentrazione di sostanza al suo interno. Uno dei problemi è che queste cose vengono scoperte, quando vengono fatte vedere, perché io non so quanto di noi, quanti dei nostri ascoltatori, sono in grado di distinguere una pianta di marijuana da un’altra pianta più o meno ornamentale, a medio fusto, dell’altezza di un metro, un metro e mezzo. Tanto è vero che, ogni tanto salta fuori quella scoperta di piantagioni, che vengono occultate, magari all’interno di campi di granoturco, visibili solamente dall’alto, ad esempio. Oppure uno che vive su un terrazzo all’ultimo piano di un palazzo, nessuno si accorge che cosa stia coltivando, non è che si nota così tanto; i papaveri rossi si notano molto di più della marijuana. Quindi c’è questo aspetto anche della scoperta, di chi lo dice, di come sul mio balcone all’interno della casa sto coltivando delle piante che non, che non, proibite. Riguardo agli aspetti farmacologici, quello mi affido a quello che dicono, non sono un esperto in farmacologia, quindi, se la coltivazione di queste piante in un clima e in un terreno diverso, con composizione chimica diversa e con un clima meno caldo di quello originale, possa portare delle trasformazioni di sostanze o una concentrazione diversa delle sostanze all’interno della pianta, questo non posso dirlo, quindi sugli effetti eventualmente futuri, si dovrà poi vedere se ci saranno dei dati effettivi a disposizione.
                                                                         A cura di F.S.