James Watson, premio nobel e le sue dichiarazioni sulla maggiore intelligenza dei bianchi-Indagine dellOsservatorio sui diritti dei Minori; centri commerciali, i nuovi luoghi di socializzazione
di teenchallenge, 12:02
"A tu per tu con Gianfranco"
Gianfranco Giuni, sociologo e direttore de L'Arca Teen Challenge, ogni mercoledì alle ore 12.05 (in replica mercoledi sera alle 24.00 e sabato alle 10.00 e alle 22.00) nella trasmissione Liberi da, analizza e commenta, in chiave sociologica e crstiana, le notizie di attualità e i fatti che avvengono attorno a noi per trarne consigli utili nella vita di tutti i giorni.
Nel sito di CRC (crc.fm - circuito radio cristiane) potrete trovare le informazioni per ascoltare via radio, via satellite oppure direttamente sul vostro PC la trasmissione. Vi ricordo che Franco Sellan è colui che conduce la trasmissione e l’intervista. Aspettiamo i vostri commenti, buona lettura.
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Franco: questa settimana vogliamo parlare di un argomento, di una notizia che si è vista negli ultimi giorni su diversi giornali italiani. Praticamente, James Watson, un famoso scienziato che insieme a Francis Crick ha scoperto la doppia elica, cioè la struttura del DNA, e ha dato il la alla biologia molecolare del gene, è sempre stato un originale senza peli sulla lingua, ma ora le sue dichiarazioni sulla minore intelligenza dei neri rispetto ai bianchi, stanno suscitando un vero e proprio vespaio, reazioni sdegnate e forse anche qualche timido cenno di consenso. La verità è che in quest’era in cui l’uomo gioca con i suoi cromosomi, il limite tra scienza e morale si sta facendo molto sottile. E questo è un rischio. Il razzismo c’è sempre stato: i greci consideravano inferiori tutti i barbari, cioè il resto del mondo. Gli ebrei consideravano “gentili” i popoli non baciati da Dio. I conquistadores spagnoli massacravano Atzechi, Inca e Maya lavandosi la coscienza con una scusa metafisica: “Non sono cristiani, non hanno l’anima”. Gianfranco, un primo commento su queste dichiarazioni, su queste esternazioni e soprattutto sul fatto, come dice anche questo articolo, che il razzismo probabilmente è sempre esistito nella natura umana. Gianfranco: ma , questo è sempre esistito come abbiamo già detto e si è cercato di spiegarlo in vario modo. La cultura tradizionale è sempre stata molto etnocentrica, cioè la mia cultura, il mio gruppo sociale è superiore, migliore degli altri per una quantità di ragioni, che poteva andare dall’altezza, che poteva al colore della pelle o all’aspetto culturale, della civilizzazione, religioso e via dicendo. E’ singolare il fatto che uno scienziato di questo calibro abbia tirato fuori un’affermazione di questo genere e sarebbe interessante andare a vedere proprio nello specifico, per quale ragione ha esaudito con un’affermazione di questa portata, quali sono le basi scientifiche secondo lui, possono suffragare un’informazione che in effetti è dirompente e sembra che fa tornare indietro la storia di qualche centinaio d’anni. Franco: l’articolo poi continua, parlando della scienza che è diventata un tabernacolo di verità. E’ la spada che divide il bene dal male. E’ l’oracolo a cui si affidano le risposte finali, una su tutte: chi siamo. Chi è l’uomo. La scienza , nella coscienza degli umani, ha emarginato filosofi e teologi. E’ la vittoria dell’uomo come carne, macchina, tecnica, filamento di DNA. E’ l’uomo che ha rinnegato il cielo. Magari non è un problema, ma forse è arrivato il momento di dire che le risposte etiche non passano attraverso la scienza. C’è un orizzonte che non si può superare. Watson è un genio, ma le sue teorie non sono legge assoluta. Gianfranco, la scienza sta cercando o meglio, l’uomo sta cercando nella scienza tutte le risposte umane, che cos’è l’uomo, ma è la strada giusta o forse no. Gianfranco: la scienza ha preso il ruolo della religione, questo bisogna dirlo, nel senso che è diventato il punto di riferimento assoluto nella nostra civiltà; normalmente la scienza dice, gli scienziati hanno detto, come se fosse un qualcosa di intoccabile, immutabile e che viene ad avere lo stesso ruolo di quando in altri momenti, veniva, ci si riferiva alla autorità e alla rivelazione divina, per affermare qualche cosa, quindi l’ha detto Dio, adesso diciamo l’ha detto la scienza, quindi c’è questo grande ruolo che viene attribuito in maniera acritica; c’è da dire una cosa interessante, che la scienza, di per se stesso è il luogo della ricerca e dell’indefinito, del non ancora sicuro, nel senso che ogni scienziato, diciamo, non degno di questo nome, ma comunque serio e coerente, le affermazioni che fa le fa sempre fino a prova contraria, nel senso che, l’affermazione più classica di uno scienziato corretto è: “questo è quello che abbiamo capito fino adesso, vedremo quello che succederà” e quindi si continua con la ricerca per confutare eventualmente qualcosa che ancora non è chiaro, per scoprire qualcos’altro, per verificare tutte le anomalie del modello che viene utilizzato e quindi c’è un progresso, c’è un cambiamento da un paradigma, come vengono chiamati, a un altro. Quindi non c’è, per definizione una staticità, quindi, il fatto di, che uno scienziato butti fuori un’affermazione, agli altri scienziati tutto sommato lascia un po’ il tempo che trova, perché dice, ok, hai detto questo adesso lo andiamo a verificare, e cerchiamo di demolirlo, a meno che non ci siano le prove così evidenti che quello può essere un altro punto di vista e allora si riparte di lì, ma non c’è mai una parola fine a quello che è la ricerca e la legge scientifica, perchè si va avanti mettendo in discussione e andando verso, diciamo, nuovi orizzonti; quindi, la scienza è un divenire, quindi non può dare risposte certe, sicure, che possono avere un valore etico, morale, perché qui andiamo in un campo trascendente, nella metafisica e quindi debordiamo da quello che è l’ambito stesso della scienza. Franco: una considerazione, viene da fare su questa notizia; il fatto che una persona faccia, dica o scopra cose importanti, facilmente viene vista e ascoltata, come uno che ha ragione su tutto quello che dice, che ogni sua parola, ogni cosa che dice è verità. Un errore grave di valutazione umana, ma che allo stesso tempo, nasconde anche la ricerca di verità, la ricerca di una persona che dica sempre e tutto sulla verità e questo mi fa pensare a ciò che dice la Bibbia, cosa dice la Bibbia appunto su questo argomento della verità. Gianfranco: ma, noi siamo portati a dare per scontato che certe emittenti, dicano sempre la verità. Nel passato, adesso le cose stanno cambiando fortunatamente e no ci si cade più così tanto, per certi aspetti ci siamo ancora; nel passato veniva detto molto facilmente:”L’ha detto la televisione, quindi è vero. C’era scritto sul giornale, quindi è senz’altro vero”, specialmente se il giornale era un giornale di un certo tipo; se un giornale di provincia poteva ancora essere discutibile, ma se era un giornale a tiratura nazionale allora senz’altro era vero; quindi la veridicità di un’affermazione dipendeva dalla fonte dalla quale veniva. C’era questo desiderio quasi di credere, che un’affermazione pubblica, non può essere falsa; quindi, questo lo vediamo anche ai giorni nostri, come viene utilizzata la televisione e i mezzi di stampa per propagare delle affermazioni in questo campo. E’ molto importante il ruolo che diamo alla fonte, che sia credibile, questo è il ruolo ad esempio dei testimonial nella pubblicità, se una persona è credibile sul campo di calcio, è una brava persona sul campo di calcio, automaticamente gli viene affibbiato una patente di credibilità e di competenza anche in altri campi, cosa che ovviamente sappiamo che non è sempre così, ma tante volte viene sfruttata questo aspetto di credulità forse popolare. La Bibbia dice qualcosa di molto importante sulla verità che, riguardo al fatto che è importante scoprirla e sapere qual’è e non venderla e tenersela ben cara; c’è un testo nel libro dei Proverbi che dice: “Acquista la verità e non la vendere”, proprio tientela tutta, proprio l’importanza di questo, e il fatto che è la verità che poi alla fine rende liberi di vivere. Dal punto di vista spirituale, la Bibbia dice che la verità si trova in un rapporto personale con Dio attraverso Cristo, ma è importante valutare qual è la fonte dal quale noi prendiamo le nostre affermazioni; La Bibbia si propone come un libro contenente delle verità su vari aspetti della vita umana, ricordo non tutti, perché ovviamente non è un libro di geografia, di storia o di scienza anche se contiene degli elementi di queste discipline, sempre rapportate a quello che era la capacità di comprensione, dei popoli ai quali direttamente rivolta, ma è un libro che ha sfidato e fino adesso sta tenendo botta a tutte le sfide che nei secoli sono state lanciate; la Bibbia ancora adesso è inconfutabile su tanti aspetti della vita umana; ci si può discutere su tante cose, ma poi alla fine, le affermazioni bibliche restano in piedi decennio dopo decennio, secolo dopo secolo, quindi senz’altro la Bibbia è un punto di riferimento per queste verità assolute, trascendenti e metafisiche, ovviamente non può dire niente su alcuni aspetti scientifici che non sono considerati assolutamente nel suo testo. Franco: cambiamo argomento e parliamo di giovani; da una ricerca, da un’inchiesta dell’osservatorio sui diritti dei minori, è venuto fuori proprio in questi giorni che il nuovo posto di socializzazione degli adolescenti, sono i centri commerciali. Cambiano repentinamente i luoghi di socializzazione degli adolescenti e sono gli imponenti centri commerciali, con i loro richiami consumistici, a polarizzare le m asse in età evolutiva. Il dato emerge da un’inchiesta realizzata appunto dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori, stimolata da genitori che si sono rivolti all’organismo presieduto dal sociologo Antonio Marziale per segnalare, con viva preoccupazione, la crescente tendenza dei figli a chiedere denaro. L’inchiesta è stata realizzata nel periodo che và dal 1 al 30 settembre 2007, su un campione di 500 adolescenti, metà maschi, metà femmine, in età compresa tra i 14 e i 18 anni residenti a Milano e provincia. I risultati evidenziano che il 73% di loro trascorre mediamente 3 ore al giorno all’interno dei vari centri commerciali dislocati sul territorio, che diventano anche 6 ore per il 19% costituito da quanti hanno dichiarato di trovare nei megacomplessi il rifugio ideale nelle giornate in cui si decide di marinare la scuola. Gianfranco, centri commerciali come nuovo punto di aggregazione dei giovani. Gianfranco: andare nei centri commerciali, richiama la piazza del paese di una volta; ricordiamo che la piazza, il corso principale di un paese, di una città, era il luogo degli acquisti, dello shopping, della passeggiata per vedere le vetrine, per vedere la gente, specialmente, possiamo far l’immagine di quelle città con origine anche medievale, con molti portici e quindi con passeggiate anche al coperto. I centri commerciali sono diventati la nuova piazza del paese, il nuovo posto dove si va a fare shopping, dove ci sono le vetrine, non è più il supermercato, dove si va a comprare degli oggetti e basta, il centro commerciale è un posto plurifunzionale, con supermercati, negozi di tutti i tipi, un area coperta dove si può passeggiare, ristoranti, bar, ristoranti di tutti i tipi per i vari gusti, dalla cucina etnica a quella più tradizionale, posti per sedersi, quindi è un ambiente estremamente vasto, che ripropone proprio l’aspetto della piazza del paese, nella quale ci si sedeva al bar, all’aperto a vedere la gente che passa, per di più, come dicevi, fin da bambini sono stati abituati ad andare in quei luoghi, ed è un luogo nel quale si può osservare, vedere di tutto, vedere tutte le novità specialmente nel contesto del consumismo attuale; si va lì, si vede, si compra o non si compra, ma si curiosa e si sviluppa questo desiderio dell’acquisto, questa tendenza al consumismo che la società propone; d’altra parte c’è un altro aspetto interessante che è stato suggerito anche durante alcune estati molto calde, per aiutare le persone anziane, i centri commerciali sono posti chiusi, nel quale c’è un clima regolato, quindi d’inverno si può stare lì al caldo per delle ore senza intirizzirsi di freddo camminando per le strade, d’estate invece c’è l’aria condizionata, c’è il fresco e quindi si può stare in ogni caso lì tranquilli senza sudare, godersi il fresco; quindi ci sono questi aspetti che vengono messi insieme, è una tendenza molto interessante, dovuta anche alla maggiore facilità di spostamento che hanno i ragazzi attualmente, i centri commerciali sono fuori dal paese, sono fuori dal centro, dallo stretto centro abitato e quindi il loro raggiungimento è permesso da una maggiore motorizzazione sia con mezzi a due che a quattro ruote e questo è un0’altro segno delle possibilità economiche, di cambiamento del costume che i ragazzi hanno. Franco: qualcuno sta già pensando proprio a delle iniziative, dentro ai centri commerciali proprio per venire incontro a questi giovani che frequentano questi centri commerciali.. Gianfranco: si, quello si penso è il prossimo passo che qualcuno sta già facendo, sarà di collegare i centri commerciali, discoteche, plurisale cinematografiche per fare un tutt’uno, con, specialmente la tendenza adesso avere gli orari di apertura dei centri commerciali sempre più lunga, fino ad arrivare, come succede in altri paesi, specialmente negli Stati Uniti, all’apertura 24 ore su 24. Questo porterà a una globalizzazione completa, nel senso che si potranno usare tutte le ore della giornata, per fare tutto quello che si vuole e all’interno di un centro commerciale, anche la scansione del tempo cambia perché la luce solare non è più così importante, quindi si può creare un tempo artificiale molto diverso. L’unico aspetto che potrà essere problematico in tutto questo, dipende dai punti di vista, comunque sarà un aspetto molto particolare, è che diversamente dalla piazza del paese, essendo il centro commerciale un luogo sostanzialmente privato, aperto al pubblico, ci sarà un controllo maggiore, su quello che potrà avvenire al suo interno; controllo eh può essere, sia positivo che negativo; positivo perché permette un controllo del territorio maggiore per evitare comportamenti o iniziative non buone o non corrette, ma nello stesso tempo può impedire iniziative anche buone e di aiuto che il proprietario, in senso generale, in senso molo ampio, potrebbe non considerare accettabile; come ad esempio, propaganda religiosa di un tipo, piuttosto che di un altro, per cui potrebbe benissimo essere concesso il permesso di propaganda o di iniziative di carattere religioso, di un certo orientamento e non di un altro, senza nessun problema giuridico apparente, perché essendo un posto privato, non è obbligato a dare la libertà di opinione a tutti.
A cura di F.S.


